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Uccisa a Fiumicino: minacce in carcere al killer di Tanina Momilia, Ris tornano in palestra

Omicidio Fiumicino: ancora niente esequie per Tanina Momilia, la 39enne, sposata e madre di due figli, barbaramente assassinata dal suo personal trainer Andrea De Filippis, reo confesso del delitto. “Problemi burocratici legati alla mancanza di alcune firme sui documenti” impedirebbero al momento alla famiglia di darle degna sepoltura. Del funerale della donna dovrebbe farsi carico il comune di Fiumicino una volta volta superata la succitata fase di stallo.

Minacce in carcere al killer di Tanina Momilia

Apprendiamo che l’uomo, 56enne ex poliziotto e istruttore di karate presso la palestra frequentata dalla vittima, avrebbe ricevuto minacce in carcere. “Ricevo ogni giorno minacce dagli altri detenuti”, avrebbe dichiarato l’uomo al suo avvocato. L’indagato al momento si trova rinchiuso presso la casa circondariale di Civitavecchia da quando ha confessato il delitto dicendo di avere fatto tutto da solo. Dopo il delitto, avvenuto la mattina di domenica 7 ottobre, avrebbe meditato su come sbarazzarsi del corpo. In nottata avrebbe caricato il cadavere della donna in auto e portato fino nel canale di via Castagnevizza, dove l’abbandonò. Come da verbale, l’uomo avrebbe colpito alla testa la donna, per poi soffocarla e trascinarla nel fosso dove è stata ritrovata. “Mi ossessionava“, avrebbe dichiarato agli inquirenti, sostenendo che tra lui e la vittima c’era una relazione clandestina che Tanina voleva rendere pubblica contro la sua volontà.

Tanina uccisa a Fiumicino: i particolari del delitto

Intanto la Procura di Civitavecchia ha convocato il Ris e la difesa del personal trainer per effettuare un nuovo sopralluogo nella palestra dove si è consumato il delitto. Forse qualcosa agli inquirenti non torna nella dinamica dei fatti raccontata del reo confesso: “Si dovranno svolgere altri accertamenti peritali”, fa sapere il legale dell’indagato. Nell’interrogatorio di garanzia De Filippis ha riconfermato agli inquirenti la sua versione: “Ho colpito alla nuca Tanina con un bilanciere da cinque chili, poi l’ho soffocata per ridurle l’agonia e con una corda l’ho trasportata in macchina e gettata nel fosso di via Castagnevizza, dopo aver ripulito la palestra e dopo aver messo in testa a Tanina dei sacchetti di plastica per non far gocciolare il sangue”.

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