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Ucraina, guerriglia alla stazione di Donetsk e i calciatori dello Shakthar disertano

Qui il calcio c’entra poco. C’entra la guerra. Dopo l’aereo abbattuto da un missile e 298 vittime, un altro aereo sta segnando la storia dell’Ucraina. Eventi non paragonabili, che però possono dare un’idea della realtà del paese dell’est Europa. Cinque giocatori stranieri dello Shakthar (quattro brasiliani ed un argentino) e uno del Metalist Kahrkov si sono rifiutati di tornare in Ucraina. Lo Shakthar è la formazione principale di Donetsk. E’ una squadra forte, importante anche a livello europeo. Ha giocato sia la Champions League che l’Europa League. Ma proprio a Donestk oggi è ricominciata la guerriglia e si sta sparando nella zona della stazione ferroviaria.

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Dopo il cessate il fuoco in segno di lutto per il Boeing 777 centrato da un missile terra aria la guerra è ripresa. I cinque giocatori hanno preso parte con i loro compagni ad una amichevole ad Annecy, in Francia, contro il Lione. Ma si sarebbero rifiutati di salire sull’aereo per tornare in Ucraina. Il campionato nazionale di calcio si giocherà regolarmente, nonostante la battaglia in corso. Anzi, domani 22 luglio, lo Shakthar Donetsk sarà impegnato nella supercoppa nazionale contro la Dinamo Kiev a Leopoli.

I giocatori coinvolti sono Alex Teixeira, Fred (omonimo del nazionale Brasiliano), Douglas Costa, Dentinho e l’argentino Ferreyra. In più un altro argentino del Methalist, Senastian Blanco. Pare un vero e proprio ammutinamento, una diserzione. Ma come dare torto ai giocatori. Loro che, come i civili e i bambini ucraini che vivono sul confine con la Russia, non hanno nulla a che fare con questa guerra.

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