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Ultimi sondaggi elettorali, Euromedia Research: le percentuali dei partiti se si votasse oggi

Gli ultimi sondaggi elettorali sono concordi, la Lega di Matteo Salvini è ormai saldamente il primo partito dello scenario politico italiano. Non solo, la distanza tra la Lega e l’alleato di governo, il Movimento 5 Stelle, si allarga sondaggio dopo sondaggio. Secondo l’ultimo pubblicato da Euromedia Research questa distanza è ormai di oltre quattro punti percentuali, in crescita di due decimali rispetto alla rilevazione di una settimana fa. Partita vinta per Salvini quindi? Non è detto, anche se è al momento è così. In ogni caso i partiti al governo secondo questo sondaggio avrebbero poco meno del 61% dei consensi: un risultato davvero ampio.

Percentuali dei partiti se si votasse oggi

Ma vediamo in dettaglio quali sarebbero le percentuali dei partiti se si votasse oggi. Secondo l’ultimo sondaggio Euromedia Research la Lega di Matteo Salvini otterrebbe il 32,6% dei voti. Il Movimento 5 Stelle sarebbe oggi al 28,2%. Poi c’è un salto di quasi dodici punti prima di trovare il Partito Democratico, al 16,5%. Quindi altri sei punti per trovare Forza Italia al 10,5%. Infine, i partiti minori: Fratelli d’Italia al 3,3%, Liberi e Uguali al 2,6%, +Europa con Emma Bonino al 2,2%, Noi con l’Italia-UDC allo 0,4%, altri di Centrosinistra 0,4%. Agli altri partiti andrebbe il 3,3% dei consensi. Gli indecisi o gli astenuti sarebbero invece al 21,8%.

Ultimi sondaggi elettorali: tendenze e scenari futuri

Le tendenze di questo periodo sono ben delineate. La Lega di Matteo Salvini continua a fare l’asso pigliatutto, forte del presenzialismo del suo leader e della posizione di forza assunta nel governo. Ma le scelte sulla legge di bilancio 2018 potrebbero intaccare seriamente questa leadership. Se Salvini non riuscirà a portare a casa almeno uno dei provvedimenti tanto promessi, come la Pace Fiscale, la tendenza potrebbe invertirsi. Così come potrebbe invertirsi la tendenza al calo dei consensi per il Movimento 5 Stelle se Di Maio e soci riusciranno a far inserire nella legge di stabilità almeno uno dei loro cavalli di battaglia, il reddito di cittadinanza. Su questo provvedimento Di Maio si gioca buona parte della sua credibilità, se è vero che il Movimento in particolare al Sud cova molti malumori. Per il Partito Democratico continua la crisi nera. E difficilmente lo scenario potrà cambiare se non dopo il congresso e l’elezione di un segretario “forte”, ma questo accadrà con tutta probabilità non prima di gennaio. Stesso discorso per Forza Italia che tuttavia non intende ancora “pensionare” Silvio Berlusconi, nonostante i consensi siano in picchiata dal 4 marzo 2018 in poi.

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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