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Ultimi sondaggi elettorali, Ipos: percentuali dei partiti se si votasse oggi

Se si votasse oggi la Lega sarebbe di gran lunga il primo partito. Lo certifica tra gli ultimi sondaggi elettorali quello realizzato da Ipsos, l’Istituto di ricerche diretto da Nando Pagnoncelli e pubblicato questa mattina dal Corriere della Sera. Si allarga dunque la distanza tra i due alleati di governo, con il Movimento 5 Stelle che patisce sempre di più il predominio leghista nella comunicazione sull’attività dell’esecutivo. Insomma, Salvini cresce a colpi di “il Governo sono io” e Di Maio incassa, nonostante lo sforzo mediatico messo in campo con l’approvazione del Def e della “bandiera” reddito di cittadinanza. Ma vediamo dunque le percentuali dei partiti se si votasse oggi.

Ultimi sondaggi elettorali, Ipos: percentuali dei partiti se si votasse oggi

Percentuali dei partiti ad oggi, 6 ottobre 2018

Secondo l’ultimo sondaggio Ipsos a dominare lo scenario politico se si votasse oggi sarebbe la Lega di Matteo Salvini. Secondo Pagnoncelli l’ex partito nordista avrebbe il 33,8% dei consensi, oltre cinque punti in più rispetto al Movimento 5 Stelle, quotato al 28,5%. Quindi per trovare la terza forza politica dello schieramento occorre un salto di oltre undici punti, per arrivare al 17,1% del Partito Democratico. C’è poi un salto di altri nove punti per arrivare alla quarta piazza, occupata da Forza Italia, con il 7,8% dei consensi. Quindi a seguire le liste minori, con Liberi e Uguali e Fratelli d’Italia appaiati al 2,4%, +Europa con Emma Bonino all’1,9%, Noi con l’Italia Udc allo 0,6%. Infine il sondaggio Ipsos assegna un 4,9% ad altre liste fuori dagli schieramenti.

Ultimi sondaggi elettorali, Ipsos: tendenze e scenari

La Lega dunque non ferma la sua corsa verso la maggioranza assoluta. La distanza tra i due alleati di governo aumenta più per demerito dei Pentastellati che non per merito della Lega. Rispetto alla medesima rilevazione Ipsos di settembre, infatti, il Movimento 5 Stelle perde oltre un punto e mezzo percentuale, mentre la Lega cresce di tre decimali di punto. Dove vanno a finire i voti dei grillini? Dispersi in un rivolo di altre liste. L’affanno dei 5 Stelle in questo mese, secondo Pagnoncelli, si deve soprattutto ai ritardi nel decreto per la ricostruzione del ponte Morandi a Genova. Secondo noi invece conta anche l’eccessiva esposizione dei 5 Stelle su provvedimenti di assistenzialismo puro, come il reddito di cittadinanza. Questa linea allontana i 5 Stelle da quegli elettori di area liberale (molti dei quali in uscita dal Centrodestra ma anche dal Pd) che avevano dato loro fiducia per avviare rapidamente il cambiamento su fisco, investimenti e lotta ai monopoli. Troppo presto per giudicare il governo dopo soli quattro mesi, si dirà, ma iniziare dall’assistenzialismo è un messaggio chiaro. Delle difficoltà del M5S non approfitta il Pd, che seppur in lievissimo recupero (+0,1%) resta sui valori di tre mesi fa, inchiodato alle “non scelte” sulla leadership. De profundis invece per Forza Italia, che perde un altro punto a favore della Lega ma soprattutto degli “altri” in cui sta implodendo quel che fu il Centrodestra e scivola al 7,8%. E ne sa qualcosa anche Giorgia Meloni, il cui Fratelli d’Italia è praticamente dimezzato rispetto alle politiche.

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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