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Ultimi sondaggi elettorali, Ipsos: percentuali dei partiti al 1° gennaio 2019

Tra gli ultimi sondaggi elettorali disponibili merita attenzione quello realizzato da Ipsos per il Corriere della Sera. Se infatti non cambia “l’ordine d’arrivo”, cambiano le tendenze. Per la prima volta dopo diversi mesi di crescita inarrestabile la Lega di Matteo Salvini è in calo e anche piuttosto considerevole. Secondo Ipsos infatti, la formazione politica guidata dal ministro dell’Interno sarebbe al 32,9%, oltre tre punti sotto il record registrato il 22 novembre scorso. Il calo, anche se più contenuto, riguarda anche il Movimento 5 Stelle, che resta sotto di oltre cinque punti rispetto al risultato delle elezioni politiche del 2018.

Percentuali dei partiti al 1° gennaio 2019

Ecco le percentuali dei partiti se si fosse votato il giorno di Capodanno, 1° gennaio 2019. Lega 32,9%, Movimento 5 Stelle 27%, Partito Democratico 18,1%, Forza Italia 8%, Fratelli d’Italia 3,5%, Liberi e Uguali 2,8%, +Europa 2,4%, altre liste di Centrosinistra 0,9%, altre liste di Centrodestra 0,9%, altre liste 3,6%.

Scenari politici nel breve termine

Nel breve termini gli scenari politici non muteranno più di tanto, anche se i risultati del sondaggio Ipsos registrano un certo malcontento dell’elettorato per la manovra del popolo. Su questo concordano quasi tutti gli istituti di rilevazione, anche se c’è da notare come Ipsos non misuri il valore di un ipotetico partito dell’ex premier Matteo Renzi. Questo scenario potrebbe far mutare sensibilmente gli equilibri a favore dell’area di Centrosinistra, finora molto penalizzata dal giorno dopo le elezioni politiche del marzo 2018. Matteo Salvini deciderà di allearsi con il Centrodestra o correrà da solo per poi rafforzare ulteriormente la sua leadership dopo aver fatto il pieno di voti alle europee? Il secondo scenario è il più probabile. La Lega potrebbe addirittura superare il 31-32% che tutti i sondaggi in questo momento le assegnano. Vinte in modo netto le Europee, Salvini potrebbe decidere di lasciare al suo destino il governo Conte e il M5S, per costringere il Quirinale a decidere per le elezioni anticipate. Uno scenario non improbabile, anzi, molto realistico per molti retroscenisti. Su tutto questo aleggia, però, lo spettro della speculazione, che con i dati negativi sulla crescita e un eventuale fallimento delle previsioni della manovra 2019 potrebbe riprendere a galoppare.

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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