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Ultimi sondaggi elettorali, Europee: percentuali dei partiti al 1° marzo 2019

Gli ultimi sondaggi elettorali parlano chiaro: di qui alle Elezioni europee del 24 maggio 2019 sarà un calvario per il Movimento 5 Stelle a meno che i Pentastellati non cambino decisamente strada. Una delle rilevazioni più interessanti è quella realizzata qualche giorno fa dall’Istituto Piepoli. Il sondaggio mette a confronto le intenzioni di voto attuali per le Elezioni europee con i risultati dell’ultima tornata elettorale per eleggere il parlamento di Strasburgo, tenutasi nel 2014. Il sondaggio è stato realizzato con metodologia mista C.A.T.I./C.A.W.I. Il numero totale dei contatti è stato di 7440, mentre le interviste complete sono state 505.

Ultimi sondaggi elettorali, Europee: percentuali dei partiti al 1° marzo 2019

Ecco le percentuali dei partiti rilevate dal sondaggio dell’Istituto Piepoli realizzato negli ultimi giorni di febbraio 2019. Se si votasse oggi per le Europee a trionfare sarebbe la Lega di Matteo Salvini, primo partito con il 31,5%. Nulla di nuovo nemmeno rispetto ai sondaggi sul voto politico anticipato, la Lega resta saldamente sopra la soglia del 30%. Il Movimento 5 Stelle è invece in difficoltà, al 25%, incalzato persino dal Centrosinistra ancora “vittima” di un Partito Democratico senza nuovo segretario. PD che se si votasse oggi per le Europee sarebbe al 18,5%, un abisso rispetto al 40,82% ottenuto nel 2014. Forza Italia all’11% è decisamente sotto alle aspettative, oltre che sotto ai risultati delle Politiche 2018 e delle Europee 2014. Fratelli d’Italia è al 4,5%, un buon risultato in linea con quello ottenuto alle ultime politiche. Bene anche +Europa, che secondo Piepoli sarebbe al 3,5%.

Ultimi sondaggi elettorali: lo scenario in vista delle Europee

Nonostante i segnali di novità positivi, in particolare per il Centrosinistra, lo scenario politico di qui in vista delle Elezioni Europee di maggio 2019 non cambierà di molto. L’unica novità rilevante è la ritrovata unità del Centrodestra. Ma si tratta di un’unità che giova più che altro al protagonista assoluto di questa stagione politica, Matteo Salvini. Il leader della Lega, come dicono tutti gli ultimi sondaggi elettorali, alle Europee è convinto di fare il pieno di voti a spese sia di quel che resta di Forza Italia sia dell’alleato di governo in difficoltà da mesi. E in vista di possibili elezioni politiche anticipate nel 2020 il piano del leader leghista ha uno suo fondamento. Resta un’incognita l’area del Partito Democratico, anche se segnali come i discreti risultati alle amministrative in Abruzzo e Sardegna non sono da ignorare. Matteo Renzi non svela le sue carte. Lo scenario di una scissione tra i Dem resta però sempre aperto. Lo confermano anche il tramonto della candidatura di Maria Elena Boschi alla segreteria del partito, l’attivismo di Carlo Calenda e la candidature di Giachetti alle primarie. Insomma tutto lascia intendere che Renzi faccia sul serio e decida davvero di lasciare i Dem per un partito personale.

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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