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Ultimi sondaggi elettorali, Swg: percentuali dei partiti al 22 novembre

Gli ultimi sondaggi elettorali confermano una tendenza delineata già da tempo. Se si votasse oggi, 22 novembre 2018, l’attuale maggioranza di governo resterebbe solida ma i rapporti di forza all’interno dell’alleanza gialloverde sarebbero sempre più sbilanciati. Secondo l’ultima rilevazione disponibile, effettuata da Swg per conto di La7, se si andasse al voto adesso la Lega di Matteo Salvini si avvantaggerebbe ulteriormente sull’alleato di governo, il Movimento 5 Stelle. Ma vediamo quali sarebbero le percentuali dei partiti se si votasse oggi, 22 novembre 2018.

Ultimi sondaggi elettorali, Swg: percentuali dei partiti al 22 novembre

Percentuali dei partiti al 22 novembre 2018

Secondo Swg se si votasse oggi (la stima è stata effettuata il 19 novembre, ma è l’ultima disponibile ndr) la Lega di Matteo Salvini otterrebbe il 32,7% dei voti, un punto in più rispetto alla precedente rilevazione. Un punto percentuale che è esattamente quello perso nelle intenzioni di voto dal Movimento 5 Stelle, che passa dal 27,4 di una settimana fa al 26,4. Un declino notevole per i pentastellati, considerato che alle politiche di marzo 2018 erano al 32,6%. In calo anche le intenzioni di voto per il Partito Democratico che è tornato a calare dopo timidi segnali di ripresa all’annuncio del congresso. Ora secondo Swg i Dem sono al 17,5%. In lieve ripresa Forza Italia, al 7,8% ma sempre lontana dal 14% ottenuto alle politiche. Fratelli d’Italia sarebbe invece al 3,5%.

Scenari politici nel breve e medio termine

Nel breve termine difficilmente cambierà qualcosa con questi numeri, nonostante le tensioni sui mercati dovute alla bocciatura da parte della Commissione Ue della manovra del governo Conte. I numeri dei sondaggi parlano chiaro: le opposizioni sono troppo deboli per giocare la carta di nuove elezioni così come il declino del Movimento 5 Stelle allontana la prospettiva di un nuovo voto. Non è invece più fantascienza l’ipotesi di un governo di “emergenza nazionale” se la rottura con l’Europa e le tensioni sullo spread dovessero far precipitare la situazione. Soluzione, questa, ben vista per il momento solo dal Pd ma non invisa ad ambienti del Centrodestra, in particolare dentro Forza Italia. E’ chiaro però che senza Lega o Movimento 5 Stelle quella del governo di responsabilità sarebbe una strada impraticabile. Nel medio termine, in una situazione di crescente isolamento italiano in Europa, quando anche la curva di crescita della Lega si sarà definitivamente arrestata, questa strada potrebbe allora diventare un’opzione concreta nelle mani del Presidente della Repubblica.

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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