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Ultimi sondaggi elettorali, Tecnè: percentuali dei partiti al 9 gennaio 2019

Tra gli ultimi sondaggi elettorali disponibili quello realizzato da Tecnè per conto di RTI presenta uno scenario interessante. Per la prima volta le forze politiche che attualmente sono al governo del paese perdono entrambe terreno. Lega e Movimento 5 Stelle in calo, Partito Democratico in lieve crescita, Forza Italia stabile: sono questi i risultati che emergono dal sondaggio realizzato dall’istituto demoscopico romano. La rilevazione, realizzata con il metodo Cati-Cami-Cawi ha preso in considerazione 1.003 casi su un totale di 4.024 contatti. Ma vediamo in dettaglio quali sarebbero le percentuali dei partiti se si votasse oggi 9 gennaio 2019.

Percentuali dei partiti se si votasse oggi 9 gennaio 2019

Se si votasse oggi il primo partito sarebbe ancora la Lega di Matteo Salvini, con il 31,8% dei consensi. Si tratta però di un dato nettamente più basso rispetto a quello “visto” da un analogo sondaggio Tecnè di un mese fa e da tutti gli ultimi sondaggi elettorali, quando la Lega era accreditata del 33,2% dei consensi potenziali. La seconda piazza è per l’alleato di governo, il Movimento 5 Stelle, che oggi secondo questo sondaggio otterrebbe il 24,9%, sei decimali di punto in meno rispetto ad un mese fa. Terza piazza per il Partito Democratico, accreditato del 17,8%, in crescita rispetto al 17% di un mese fa. C’è da considerare però che Tecnè, a differenza di altri istituto demoscopici, non prende in considerazione lo scenario che vede la nascita di un partito dell’ex premier e segretario Dem Matteo Renzi. Stabile Forza Italia, accreditata del 10,9% dei voti degli italiani esattamente come un mese fa e come per tutti gli ultimi sondaggi elettorali. Infine Fratelli d’Italia se si votasse oggi secondo Tecnè otterrebbe il 4,2% mentre agli altri partiti andrebbe un 10,4% dei voti, un punto in più rispetto ad un mese fa.

Gli scenari nel breve termine: scissione Dem e staffetta Di Maio-Di Battista

La scissione del Partito Democratico è tra gli scenari nel breve termine considerati più probabili, anche da molti tra gli ultimi sondaggi elettorali. Matteo Renzi è insofferente, non si è candidato alle primarie PD, ha convinto un fedelissimo con Marco Minniti e ufficialmente non sostiene alcun candidato alla segreteria Dem. Perché mai un simile atteggiamento se non in vista della fondazione di un nuovo partito? Anche le voci di una possibile candidatura di Maria Elena Boschi alla segreteria Dem si sono gradualmente spente già da diversi giorni. Insomma tutto lascia intendere che Renzi faccia sul serio e decida davvero di lasciare i Dem per un partito personale. Così come è sempre più probabile per i retroscenisti più attenti, dopo il ritorno in Italia di Alessandro Di Battista, una staffetta tra lui e Luigi Di Maio al vertice del Movimento 5 Stelle. Accadrà prima delle elezione europee? Praticamente certo se il Movimento 5 Stelle proseguirà nell’attuale declino di consensi, almeno, quello “visto” dai sondaggi.

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Written by Andrea Monaci

48 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it, ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto tra gli altri per il "Lavoro e Carriere" e "Il Secolo XIX". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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