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Ultimi sondaggi elettorali, Winpoll: percentuali dei partiti se si votasse oggi

La manovra 2019 “riscritta” dall’Europa non ha per il momento inciso sulle percentuali dei partiti di governo. Tra gli ultimi sondaggi elettorali disponibili, quello realizzato da Winpoll ci consegna uno scenario politico ancora piuttosto favorevole all’alleanza di governo gialloverde. Movimento 5 Stelle e soprattutto Lega restano forti nel consenso, mentre nel campo dell’opposizione i progressi sono solo quelli frutto di scissioni, sempre più probabili, all’interno del Pd. Abbiamo già parlato di quanto varrebbe un partito di Matteo Renzi: secondo Winpoll l’ex segretario Dem diviso dai suoi “compagni” gioverebbe all’intera area di centrosinistra facendole guadagnare almeno tre punti percentuali.

Ultimi sondaggi elettorali, Winpoll: percentuali dei partiti se si votasse oggi

Percentuali dei partiti se si votasse oggi

Ecco le percentuali dei partiti se si votasse oggi, 29 dicembre 2018. La Lega di Matteo Salvini con il 32,6% sarebbe saldamente il primo partito. Seconda piazza per l’alleato di governo, il Movimento 5 Stelle che oggi secondo Winpoll è al 25,7%, un dato inferiore rispetto a quello letto da altri sondaggi recenti e di nuovo in calo rispetto alla precedenti rilevazioni. Quindi il Partito Democratico senza Renzi al 12,2%, il Partito di Renzi al 9,1%, Forza Italia all’8,7%, Fratelli d’Italia al 3,6%, altri partiti e movimenti di centrosinistra al 2,3%, Più Europa con Emma Bonino al 2,1%, Potere al Popolo all’1,3%, Liberi e Uguali all’1,4%, altri partiti di centrodestra all’1%.

maria elena boschi

Gli scenari nel breve termine: scissione Pd e staffetta nel M5S

La scissione nel Partito Democratico è tra gli scenari nel breve termine considerati più probabili. Matteo Renzi è insofferente, anche se mostra tranquillità negli interventi pubblici. Non si candida a segretario del PD ma ha convinto un (ex) fedelissimo come Marco Minniti a ritirarsi. E perché mai se non in vista della fondazione di un nuovo partito? Anche le voci di una possibile candidatura di Maria Elena Boschi alla segreteria PD si sono gradualmente spente, segno che anche la fedelissima dell’ex premier è pronta al salto nella nuova formazione politica in gestazione attorno al “giglio magico”. Insomma tutto lascia intendere che Matteo Renzi faccia sul serio e decida davvero di lasciare i Dem per un partito personale. Così come è sempre più probabile per i retroscenisti più attenti una staffetta nel Movimento 5 Stelle tra Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. Potrà accadere ben prima delle Elezioni europee 2019 se il Movimento 5 Stelle proseguirà nella suo declino di consensi, almeno, quello “visto” dai sondaggi.

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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