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Ultimo e quel trauma che si trascina dietro: «Non voglio finire come loro»

Tra i cantanti più amati dell’ultima generazione c’è senza dubbio Ultimo, che deve molta della sua fama al Festival di Sanremo: nel 2018 è stato vincitore nella categoria “Nuove Proposte” con il brano Il ballo delle incertezze, e nel 2019 (con uno strascico infinito di polemiche) è arrivato secondo con il brano I tuoi particolarialle spalle di Mahmood. Un successo il suo esploso soprattutto quest’anno grazie all’album Colpa della favoleche contiene testi meravigliosi come Rondini al guinzaglio, Ipocondria e Piccola Stella. Ma da dove viene tutta questa sua fame di arrivare? In un’intervista di qualche tempo fa pubblicata su Vanity Fair, Ultimo, all’anagrafe Niccolò Moriconi, ha svelato qualcosa in più del suo passato.

«Nella musica mi sono sempre sentito forte, deciso, sicuro. Il che è anche una maledizione…»

«Ho cominciato a suonare il piano a 8 anni, a 14 mi esibivo nei locali. A scuola sono stato bocciato due volte, ma ppe’ forza: facevo una vita “ribelle”. Per la musica ho sempre rotto i cog**oni a tutti, in questo sono stato sfacciato», ha raccontato Ultimo, che non si è mai sentito dire “bravo” dai suoi genitori: «I miei non sono mai stati come quei genitori che alle partite di calcetto incitano i figli dagli spalti. All’inizio mi tenevano coi piedi per terra, e a me un po’ faceva soffrire. Però adesso li capisco e se dovessi avere un figlio farei come loro». Lo pseudonimo di Ultimo ha molto a che fare con il suo desiderio di “sfondare”: «È stata una scelta un po’ parac**a, ma ha portato bene: ho sempre avuto una grande fame e tanta voglia di arrivare». Difatti nell’arte di comporre e interpretare il giovane ha dichiarato di essersi sentito “primo”: «Nella musica sempre: mi sono sempre sentito forte, deciso, sicuro. Il che è anche una maledizione: quando nasci con la voglia di scrivere canzoni, pensi che solo quelle debbano essere perfette, tutto il resto no!».

Ultimo e quel trauma che si trascina dietro: «Non voglio finire come loro»

Nel corso di quella stessa intervista Ultimo ha raccontato anche qualche curiosità. Il giovane ha parlato del suo primo tatuaggio«Kurt Cobain, a 15 anni. Lui è stato il primo artista in cui mi sono “immedesimato”: Something In The Way, l’ultima di Nevermind, è una canzone che mi ha davvero cambiato». L’artista ha ammesso anche la sua paura di diventare grande, un timore legato ad un “trauma” personale«Ci sono molti adulti fichissimi, altri che da piccolo mi hanno un po’ traumatizzato, che quando li guardavo pensavo “non voglio finire come loro”». Ultimo ha citato un esempio concreto«Un professore, Mariano, ogni volta che entrava in classe diceva “hey Moricone, guarda che di canzoni non si vive…”. Questo solo perché pure lui ci aveva provato a fare il musicista, ma non era riuscito. Quando lo vedevo pensavo che non avrei mai voluto ritrovarmi a 50 anni così, triste e frustrato». Svelato dunque anche perché uno dei suoi album di maggior successo si chiama Peter Pan. 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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