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Uma Thurman prima e dopo la chirurgia: foto scioccanti!

Gira voce che gallina vecchia faccia buon brodo. Sì, così pare. L’ho assaggiata pure io quella brodaglia. Buona, non c’è che dire. Ma onestamente parlando non ho mai indagato sull’età della gallina in questione…

Incontriamo, a distanza di anni, il nostro compagno di classe delle medie. Quello che non si filava nessuno. Anche un po’ sfigato, a dirla tutta. Capello brizzolato, sorriso convinto e grandi occhi scuri impreziositi da quelle splendide rughe cariche di ricordi e di vissuto. Tiè: adesso Robi è un figo! Come funziona esattamente questa dinamica? Fatemi capire meglio… Com’è che l’uomo, invecchiando, diventa uno gnocco da competizione mentre noi donne tendiamo a nascondere il tutto sotto chili di cerone e mille filtri photoshoppiani?

Ciak! L’ennesima foto di mio fratello Marco. Non facciamo che lamentarci del suo obiettivo perennemente puntato addosso, ma al tempo stesso siamo consci del fatto che se non ci fosse lui non avremmo foto da mostrare ai nipotini (parlo dei figli dei miei fratelli, ovviamente. Su me hanno smesso di sperare tempo addietro…). Riguarda. Osserva con occhio misto tra lo schifato e il rattristato e lancia nell’etere la massima del giorno con una nonchalance agghiacciante:

Cavolo sorellina, sei invecchiata! Che peccato…”.

Coooooosaaaaaa?!? Mi lanci una bomba a mano di dimensioni apocalittiche per poi uscirtene con “Va beh, la correggo io”. Autostima disintegrata nel giro di brevi ma pesantissimi istanti: may-day may-day, la stiamo perdendo!!!

Reduce da questa schioppettata in faccia, mi ritrovo a fare il classico giro virtuale di valzer del lunedì a suon di news, aggiornamenti e gossip di ogni tipo. Et voilà: ecco spuntare la foto di una donna mai coverta prima ma tenuta sotto braccio dal titolo “Uma Thurman e la sua nuova faccia”. Sbam! Rapidi flash del Mago di Oz 2 prendono vita nella mia testa. Ve la ricordate la regina cattiva e il suo guardaroba di teste da abbinare al mood del giorno? Ognuna di loro spiccava in quelle vetrinette con la propria personalità, la veemenza della voce e lo sguardo maledetto. “Dorothy Gaaaaaaaaleeeeee”, così spezzavano il silenzio delle mura incantate le urla della strega senza testa.

Ecco… Forse Uma ha guardato troppi film. Forse in quel mondo patinato la bellezza non è mai abbastanza perfetta. Forse. Stiamo parlando dell’indiscussa gnocca numero uno sul mercato hollywoodiano, santo cielo! La nostra dea Kill Billiana dalla tutina giallo-nera, il nostro guru di fascino in Pulp Fiction, l’ineguagliabile amante del figlio della terapeuta Meryl Streep in Prime… Un idolo, cavolo. Ma di che stiamo parlando???

Se una galla come Uma arriva a rifarsi fino a risultare irriconoscibile, forse dovremmo farci tutti un bell’esame di coscienza. Certo che aver trovato il marito Ethan Hawke a letto con la babysitter (oltre al danno, la beffa: era pure una cessa fotonica!) non deve aver foraggiato più di quel tanto l’autostima della povera Uma, a dirla tutta… Fatto sta che va sempre a finire così! Un uomo ci lascia, un fratello ci commenta, un ex punta a una di 20 anni in meno e improvvisamente ci sentiamo delle cozze da competizione. E… sorpresa! Rughe, difetti, naso troppo importante, dente non abbastanza bianco, capello che non sa né di me né di te compaiono fieri al nostro specchio di sempre, quello che fino al giorno prima era il nostro amico di merende. Et voilà: il passo alla chirurgia è praticamente già segnato con cartelli rosa fluo: “Da questa parte: ti recuperiamo noi!”.

Ci sarà sempre qualcuno pronto a ledere la nostra autostima. E – ammettiamocelo, forza – ci sarà sempre qualcuna più gnocca di noi. E’ un dato di fatto! Inutile sbollentare il cervello in dilanianti gelosie e men che meno ricorrere alla macchina del tempo sotto forma di bisturi. Qualche iniezioncina probabilmente non ha mai fatto male a nessuno. Ma, come in tutte le cose, si rischia davvero di perdere la cognizione di “mezza misura” e finire in prima serata su “Chi l’ha visto?”.

La bellezza, per chi sa apprezzarla, sta nell’originalità di ogni nostro singolo difetto.

Cara Anna Magnani, tu la sapevi lunga, vecchia volpona. Avevi capito tutto, fin dall’inizio. E quella tua esternazione col truccatore non solo è passata alla storia: l’ha segnata. Per tutte noi.

Lasciami tutte le rughe! Non me ne togliere nemmeno una: ci ho messo una vita a farmele venire…”.

Forse Uma avrebbe dovuto incontrare più Anne nella sua vita per imparare ad apprezzarsi. E probabilmente tutte noi…

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