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Un cane parlante? Ricercatori scandinavi stanno lavorando allo “smart-dog”

Scordatevi gli insegnamenti di Chomsky. Se qualcuno di voi è ancora convinto che il linguaggio sia una proprietà squisitamente umana, cominci a ricredersi.

O almeno attenda i risultati di una curiosa ricerca  condotta dalla svedese Nordic Society for Invention and Discovery, che sta lavorando al dispositivo “No more woof” (“non più abbai”), capace di trasformare gli impulsi cerebrali dei nostri amici a quattro zampe in un linguaggio comprensibile alla specie umana.

cane e coccole

L’apparecchio suddetto, per ora un prototipo, sarebbe capace di analizzare e decodificare l’attività cerebrale canina. In che modo? Attraverso sensori EEG – per intenderci, quelli dell’elettroencefalogramma – che uniti a un computer di dimensioni ridotte sarebbero in grado di decifrare i segnali elettrici nella mente dell’animale. Dopo averli ricondotti a schemi di pensiero interpretabili, il dispositivo sarebbe anche in grado di tradurli in frasi comprensibili espresse attraverso un microfono contenuto all’estremità dell’apparecchio.

Siamo alle porte, insomma, dell’era dello “smart dog”. Finora i ricercatori sono riusciti ad identificare le sensazioni di curiosità, stanchezza e fame facendole esprimere con un’unica voce. Ma c’è chi sta già lavorando a diversi timbri vocali che rappresentino al meglio i caratteri delle varie razze.

(fonte: La Repubblica; autore dell’immagine  ayuri21_87, da Flickr.com )

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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