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Un hash tag su Twitter per salutare l’ultima partita di “Pupi Javier Zanetti”

Zanetti arrivò nel lontano 1995 dal Banfield come spalla di un certo Sebastian Rambert che poi si rivelò un bluff e da allora ha macinato record impensabili. Nato nel 1973 a Buenos Aires con origini Friulane, Zanetti divenne subito un perno della difesa ma anche del centrocampo, essendo in possesso di una corsa e di una fisicità devastanti che gli permettevano di coprire tutta la fascia e fare benissimo sia la fase difensiva che quella offensiva.

Rambert-Zanetti

Zanetti è sempre stato un giocatore mite, ordinato e soprattutto dotato di grinta da vendere. Forse per questo legò subito con Giacinto Facchetti di cui divenne in qualche modo l’erede nel cuore dei tifosi. Zanetti giocò la sua partita da capitano nel 1999 di cui è sempre stato un grande interprete per il coraggio di metterci sempre la faccia, per la sua affidabilità e soprattutto il suo coraggio.

Noto il suo grande impegno nel sociale, grazie anche alla Fundación P.U.P.I., cche porta il suo nomignolo PUPI che gli venne affibbiato negli anni del Remedios de Escalada e che si occupa di fornire sostegno ai bambini delle tante famiglie povere di Buenos Aires. Nota la sua passione per la musica e soprattutto per Ligabue, Interista pure lui.

Zanetti ha vissuto avventure incredibili nella Pazza Inter, dalle delusioni, come la più cocente del 2002 al mitico triplete. Pupi chiude una carriera straordinaria con un palmares importante e record personali di grande prestigio. Basti dire che domani sarà la sua partita numero 857 e 616 in serie A, mentre è recordman anche in nazionale con 145 presenze. Sono i 18 trofei e 27 i goal realizzati in totale, non tanti dato il suo grande altruismo. 5 sono invece le sue reti in Nazionale dove è stato Capitano per 25 volte.

Javier Zanetti resterà per sempre una leggenda e molto probabilmente la sua maglia sarà giustamente ritirata. Oggi sarà il giorno del tributo su tutti i social network mentre lo Stadio si prepara a urlare il suo nome. Tohir stà scaldando la sua sedia da dirigente con il consiglio di imparare l’Inglese ed avrà più tempo per dedicarsi al Botinero, il ristorante che Javier ha aperto nel 2012 insieme a Esteban Cambiasso.

Grazie Pupi da tutti quelli che amano il calcio e #JZ4ever

Start Upper ed esperto di imprese tecnologiche, 42 anni, laurea e master ottenuto in Gran Bretagna. Vive a Livorno ma viaggia spesso tra Milano e Torino.

bergamonews

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