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Un permesso per la Franzoni: lavorerà fuori dal carcere

La mamma di Cogne, che sta scontando la pena di 16 anni per l’uccisione di suo figlio Samuele, da lunedì scorso per svolgere la sua attività lavorativa può uscire dal carcere di Bologna in cui è detenuta, facendovi ritorno la sera. Una condizione di semilibertà, quindi, che non lascia indifferente l’opinione pubblica. Poiché in possesso dei requisiti richiesti, la Franzoni svolgerà il suo lavoro in un laboratorio sartoriale e produrrà borse insieme ad altre detenute, nella sede esterna al carcere della Cooperativa Sociale “Siamo qua” che, per iniziativa di don Giovanni Nicolini che la gestisce, da anni ha dato vita al progetto “Gomito a gomito’.La Villetta della Franzoni

Anna Maria Franzoni, da quel lontano 30 gennaio 2002 in cui suo figlio Samuele Lorenzi fu brutalmente ucciso nella sua casa di Cogne,  è stata protagonista – attiva e risoluta – di un iter giudiziario che si è concluso in via definitiva nel maggio 2008, quando la Cassazione si pronunciò in merito alla condanna di primo grado a 30 anni  inflittale nel 2004, riducendole, in sentenza d’Appello, la pena a 16 anni di reclusione grazie alle attenuanti generiche.

La donna non ha mai accettato la condanna, piuttosto si è sempre dichiarata innocente e in passato avanzò la richiesta ai magistrati (che gliela negarono) di poter scontare il residuo della pena ai domiciliari, per poter accudire il figlio più piccolo. Eccezion fatta per il permesso di poche ore che le fu concesso il 31 agosto 2010, per poter presenziare al funerale di suo suocero cui era molto legata, prima di lunedì 7 ottobre non era mai uscita dal carcere.

 

 

 

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