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Una mazzata al giorno leva il masso di torno

Bergamo, o meglio un angolino apparentemente sperduto della Val Brembana. Sperduto sì, ma neanche tanto. Trafficanti, frazione della non molto più conosciuta Costa Serina, quattro case in croce e una chiesa. Piccolo particolare, chi ci abita, gode ogni santo giorno non attanagliato da nebbia  o nuvole basse di un panorama da fare invidia alle più note e prestigiose località italiane di mezza montagna. Per capirlo fino in fondo, bisogna andarci. Perché se il residente dopo un po’ magari si abitua, quei turisti che percorrono la stretta provinciale in direzione della ben più nota Selvino e hanno l’accortezza di buttare un occhio alla vallata, ne rimangono irrimediabilmente affascinati. E’ un po’ come scrutare l’orizzonte, ma dall’alto.  Una mazzata al giorno (1)

Ecco, i turisti, croce e delizia di ogni località in grado di offrire qualcosa di particolare da vedere,  da scoprire, da vivere. I decani del posto sicuramente si saranno chiesti da tempo come risollevare un po’ le sorti del turismo. Impresa non da poco, alla fine a Trafficanti ci sono sempre  quelle quattro case in croce di prima e la chiesa, bella, ma sempre quella.  Già, però ci sono anche una miriade di sentieri e sentierini  che attraversano in lungo e in largo tutta la boscaglia circostante, avrà pensato qualcuno. E allora mettiamoli a posto “sti”  benedetti sentierini no? Avrà ribattuto qualcun altro. E così che immaginiamo sia nata l’iniziativa che abbiamo simpaticamente chiamato “Una mazzata al giorno leva il masso di torno”.

Anche lavorando una giornata intera in due, “più di dieci metri non si riescono a fare”, spiega con un certo rammarico un volontario che vorrebbe invece procedere in modo più spedito; ma le attività che sottostanno ad un buon lavoro sono davvero tante. Non è così semplice rendersene conto, soprattutto se si arriva ad opera già terminata.  C’è infatti, ad esempio da spianare il terreno e da rendere il sentiero di turno bello alla vista oltre che piacevole da percorrere. Talvolta poi, si è costretti a ridisegnare interi tratti. Perché sterpaglie e piccole frane, negli anni hanno modificato la morfologia della montagna, rendendo impraticabili alcune parti di percorso, salvo che ci si trasformi seduta stante in uno stambecco . E quindi, ecco che si rendono necessarie alcune deviazioni. Però, anche queste, non sempre sono possibili. Quando ci si trova davanti  un masso di qualche tonnellata,“chiuso” tra due alberi e la pendenza del terreno non  permette di inventarsi curve di sorta, non c’è scelta, bisogna per forza passare di lì. Appurato questo, è altrettanto chiaro che quel “pietrone”, come lo chiama qualcuno, non si sposterà certo di sua iniziativa.Una mazzata al giorno (2)

E allora? E allora giù mazzate, nel vero senso dell’espressione: colpi di mazza. Il sentiero destinatario dell’originalissima iniziativa conduce alla sorgente Leamagn, per poi proseguire in salita. Un bel tratto è già stato rimesso a nuovo. Percorrerlo dà un senso di libertà e di benessere non così facile da provare. Il masso ha “preso casa” in mezzo alla stradina negli anni 60 del secolo scorso, quando venne aperta la provinciale che da Trafficanti porta a Costa Serina. Un’imprevedibile conseguenza dei lavori degli anni che furono. Per una combinazione difficilmente ripetibile l’enorme pietra rotolò a valle fino a raggiungere il vecchio sentiero, fermandosi proprio in mezzo a quest’ultimo. Certo, l’ostacolo non è insormontabile, ma un turista che vuol passeggiare in quel bosco non può essere costretto a portarsi l’attrezzatura da montagna. Fare un buon lavoro, significa anche rendere la via accessibile a chiunque.

E, dato che quel punto della boscaglia è di fatto irraggiungibile con un qualunque mezzo tecnologico moderno, l’unica risorsa utilizzabile è quella del lavoro manuale. Insomma, bisogna usare le braccia Sì, ok ma quante ne servono? Tante, anzi.. tutte, tutte quelle che passano dalla sorgente Leamagn .  Giusto per chiarire, non è necessario portarsi la mazza da casa. La particolarità dell’iniziativa sta proprio in questo;  il grosso attrezzo è già sul posto. E’ sempre lì, in attesa che qualcuno lo utilizzi. I volontari hanno infatti scelto la strada della condivisione, piazzando il pesante e robusto arnese proprio ai piedi del masso.  La loro idea in breve è questa:  se tutti i passanti contribuissero con due o tre “mazzate”, a ridurre in briciole quel “roccione” per metà incastrato nel terreno ci vorrà ben poco. Anche noi, come Urbanpost , abbiamo dato un breve contributo. Giornalisti spediti a spaccare pietre; come dire, non potevamo proprio rifiutarci..Una mazzata al giorno (5) Una mazzata al giorno (4)

 

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