in ,

Unioncamere: in Italia ogni due ore falliscono tre imprese

Trentacinque fallimenti al giorno, ogni due ore in Italia muoiono 3 imprese: 5.334, duecentottantaquattro in più (+5,6%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una media agghiacciante che ritrae in pieno lo stato attuale delle crisi italiana.

L’economia Italiana scivola immancabilmente in un lento declino. Oggi chi ha possibilità e volontà di fare impresa nel nostro paese, non lo fa, basta osservare i numeri, dati che fanno disperare le nostre imprese e vivere nell’inquietudine il governo.

 

Come già abbiamo accennato qualche articolo fà, oltre ai fallimenti crescono anche le domande di concordato. Le imprese falliscono in conseguenza dei consumi che continuano a scendere, l’export sembra una meta irraggiungibile perché i costi sono troppo alti. Ma anche perché, secondo Unioncamere: i clienti, spesso altre aziende, non pagano. Insomma si fallisce – e pure tanto – non solo per debiti ma anche per crediti non riscossi. Un problema che non riguarda solo lo stato, ma anche i privati.
lavoro


Ancora una volta “diamo i numeri” quelli che hanno piegato in due il paese, in silenzio e senza farsene accorgere: 1131 fallimenti; le attività immobiliari non se la passano bene con un aumento del 117,4% delle istanze (salite da 135 a 250). Aumento dei fallimenti anche nel settore dei trasporti e magazzinaggio: +49,5% (da 93 a 281 fallimenti). A fallire sono soprattutto i costruttori edili (680, +67,1%), e le aziende che effettuano lavori di costruzione specialistici (413, +70%). A ruota seguono le attività immobiliari ed i trasportatori (202, +75,7%), ma soffrono anche i ristoratori (202 fallimenti) e ed i fabbricanti di mobili (113 procedure, +91,5%).

L’arte del riciclarsi

Valentino: all’atelier romano il 40% delle sarte ha meno di 30anni