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Unioni Civili Italia, i vostri arcobaleni oggi dove sono? Va’ dove ti porta Facebook

11 maggio 2016, una data da segnare sul calendario: l‘Italia ha raggiunto un traguardo storico con l’approvazione della legge sulle unioni civili. Un anno fa, in occasione della Giornata Internazionale contro l’omofobia e nei giorni a seguire, Facebook si è popolato di tanti bei volti che hanno assunto i colori dell’arcobaleno. In quell’occasione, molti italiani si sono battuti sui social, se così si può dire, affinché lesbiche, gay, transgender e bisex potessero liberamente esprimere il loro amore in pubblico. Oggi, quel passo è stato compiuto con l’approvazione della legge sulle unioni civili, eppure gli italiani non sono soddisfatti.

Dove sono finiti tutti gli “accalappialike” di ieri, oggi che il loro desiderio è diventato realtà, oggi che per legge le unioni civili sono finalmente possibili anche in Italia? Sono scomparsi. Forse, quando il 17 maggio 2015 hanno scelto di usare il filtro proposto da Facebook, credevano che i colori dell’arcobaleno esaltassero il taglio degli occhi e i pettorali, come è accaduto in occasione degli attentati di Parigi con la bandiera francese. Nella mediocrità della loro mentalità aperta solo ad accogliere i luoghi comuni, forse hanno creduto che il giorno in cui gli omosessuali avrebbero potuto sposarsi sarebbe stato molto lontano, se non un’utopia.

Forse, gli italiani che amano l’arcobaleno hanno creduto che un paese cattolico come l’Italia, il paese che ospita il Papa, non avrebbe mai potuto accettare che la legge sulle unioni civili venisse approvata. Del resto, è risaputo che per ogni coppia omosessuale che si sposa, una coppia eterosessuale divorzia. Non è così? Non è così. Le stesse persone che il 17 maggio 2015 hanno pubblicato post e foto a favore delle unioni civili, l’11 maggio 2016 sono rimaste spiazzate: e adesso cosa facciamo? Permettiamo loro di avere anche dei figli? Perché no? Verrebbe da dire.

“Ci sono le polemiche di quelli che avrebbero voluto di più e di quelli che avrebbero voluto di meno. Ci sono i rimpianti, c’è amarezza, ma soprattutto c’è la gioia” ha detto Matteo Renzi, quando ha comunicato ufficialmente che il Senato ha approvato la legge sulle unioni civili in Italia. Ed è proprio questo il punto: di fronte ad un passo così importante come l’accettazione delle unioni civili per legge, che è un punto di inizio e non un punto di arrivo, “c’è l’amarezza” degli italiani che, come una bandiera, vanno dove li porta Facebook.

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