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Unioni civili: Maroni stoccata ad Alfano, ancora polemiche per il Pirellone

Che il discorso “unioni civili” e “stepchild adoption” divida le parti è stato chiaro fin da subito. Il ddl Cirinnà ha inevitabilmente polarizzato le posizioni. Le parole di  Matteo Renzi sulla libertà di coscienza legate al voto, durante il congresso del Partito Democratico,sono la risposta del Premier all’area cattolica del Pd che aveva già parlato del tema la scorsa settimana, esprimendo dubbi durante una conferenza in Senato.

Ultimo caso che ha smosso le polemiche e le ironie dei gruppi pro unioni civili è stata la scritta sul Pirellone di Milano “Family Day“. Un abuso secondo molti. Il palazzo della regione Lombardia è stato accusato di promuovere un evento di parte e di non essere istituzionalmente equidistante.

Tre giorni fa la manifestazione dei pro famiglia arcobaleno, ieri le stoccate del Presidente della regione Lombardia Roberto Maroni contro il governo, e più in particolare contro il Ministro degli Interni Angelino Alfano.

“Dovrà scegliere fra la comoda poltrona di ministro e la coerenza ai principi” ha affermato il governatore, durante un intervento al programma,”La Telefonata”, di Maurizio Belpietro su Canale 5.

“Se passa il ddl Cirinnà la vedo dura per il suo partito rimanere in una maggioranza di governo che approva una legge che stravolge i principi – ha proseguito Maroni – Se io fossi uno di Ncd e la maggioranza mi approvasse una legge che contrasta totalmente con i principi su cui si fonda la mia azione politica, come farei a rimanere in una maggioranza simile?”

Roberto Maroni continua la sua intervista e si difende dalle accuse riguardo alla questione Pirellone “sono stato attaccato duramente e minacciato dalle anime buone della sinistra che hanno doppia morale. Questa è la posizione ufficiale della Regione Lombardia“.

Il governatore conclude confermando poi la sua presenza alla manifestazione del Family day. Dall’altra parte della barricata Angelino Alfano non risponde, mantenendo un profilo basso e concentrandosi sulla questione “Schengen“.

 

 

 

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