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Unità, fratellanza e collaborazione, le prime parole di Papa Francesco

È impressionante come, i talk-show politici di parte, di destra e sinistra (praticamente tutti), utilizzino l’elezione di questo nuovo Papa, e i suoi richiami all’unità, fratellanza e collaborazione, per condurre la loro battaglia di smembramento al movimento di Grillo e  alla forte volontà di cambiamento, senza mediazione, del Popolo che lo ha votato.

Nuovo Papa Jorge Mario Bergoglio Francesco I

Peccato, però, che nel cercare analogie e recitare proclami più o meno velati alla collaborazione politica, i conduttori e i loro ospiti si dimentichino, invece, delle enormi differenze tra il modo di reagire della Chiesa e quello della Politica italiana rispetto ad una necessità di voltare pagina, sia pure per motivi non del tutto uguali. Vediamo un po’ quali sono le differenze.

Prima di tutto, il tempo e i meccanismi per eleggere il nuovo Papa. Tutti dicevano che la situazione questa volta era difficile. Ed, invece, i meccanismi, magari anche criticabili e migliorabili, hanno dimostrato tutta la forza di amministrazione, perfino del più piccolo degli Stati del mondo. Due giorni e cinque elezioni. Ad oggi, dopo non sappiamo quante legislature, ribaltoni e governi tecnici, non siamo in grado di eleggere nemmeno i Presidenti di Camera e Senato, perché le leggi varate in tal senso, portano sfacciatamente il nome di “porcellum.

Poi l’imprevedibilità (a volte al positivo altre al negativo) su chi debba essere il successore di Pietro. Si sono fatti tantissimi calcoli, si sono elaborati raffinatissimi ragionamenti, sono state amplificate voci di corridoio e pettegolezzi dell’ultima ora. Alla fine, quando dal balcone della massima Cattedrale è stato annunciato il nome di Bergoglio, un silenzio è piombato su tutti: piazza e giornalisti.

Peccato che la piazza ha subito ripreso a far sentire la sua voce (e la sua gioia) ed i giornalisti stavano ancora a capire cosa stesse succedendo, in un mutismo prolungato a dir poco inquietante. Forse, anche questa è democrazia. I risultati sono stati contro qualsiasi tipo di previsioni e calcoli frutto di giochi di potere. È stato così per Papa Giovanni XXIII, per Giovanni Paolo II e ora per Papa Francesco. Nessuno se li aspettava, forse, ma di certo nessuno si sarebbe mai potuto immaginare le rivoluzioni politiche e culturali che avrebbero potuto realizzare nella storia dell’intera Umanità.

Papa Metropolitana

L’ex Cardinale Bergoglio a bordo della metropolitana di Buenos Aires

Infine, c’è un aspetto molto importante che i nostri buoni politici e giornalisti hanno tenuto opportunamente lontano dai loro discorsi riguardo i recenti eventi della Chiesa  Cattolica. La necessità, da parte del suo Sommo Capo di farsi da parte per il bene comune. E se un Papa, oggi, si fa da parte, con un evento considerato di millenaria importanza, allora ogni tentativo di accomunare il destino della Chiesa con quello del Governo italiano, è perfino controproducente.

Siamo a vent’anni di “non governo” ed ancora sulla scena politica italiana troviamo comodamente seduti (anche se in prognosi riservata) Bersani vs. Berlusconi. Nessuno che abbia mai parlato di dimissioni. Nessuno che abbia mai fatto una seria proposta di cambiamento.

Allora, quando si accenna all’invito di Papa Francesco (non chiamatelo Francesco I ma solo Francesco, come lui stesso ha dichiarato) all’unità, alla collaborazione e alla fratellanza, non si può ignorare che questo invito arriva dopo aver prima scelto di voltare pagina, ma per davvero, con figure nuove, con percorsi nuovi. La collaborazione, si fa  tra i nuovi che avanzano, non con i vecchi che non vogliono proprio andarsene via. Altrimenti, non sarebbe più collaborazione ma complicità.

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