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UrbanPost intervista Alfredo Pea: da “Le tre rose di Eva 2” a “Un caso di coscienza 5”

In questo periodo è protagonista di due fiction: “Le tre rose di Eva 2” e “Un caso di coscienza 5”: nella prima interpreta l’avvocato Scilla, nella seconda il Maggiore della Guardia di Finanza Zuccari. Alfredo Pea, l’attore che presta il volto a questi due personaggi, intervistato da UrbanPost, ha spiegato cosa gli piace di questi due personaggi tanto diversi tra loro: “l’ambiguità assoluta di Scilla si muove come un jago e in contrapposizione l’etica di Zuccari e la sua umanità”. alfredo pea

L’avvocato Scilla, che interpreti nella fiction “Le tre rose di Eva”, ha subito profondi cambiamenti dalla prima alla seconda serie della fiction di Canale 5. Che risvolti avrà questo personaggio nel corso delle altre puntate de “Le tre rose di Eva 2”? E’ vero che Scilla ha subito un profondo cambiamento. Dopo l’arresto ha chiuso la porta al mondo, soffre, chiuso nel suo silenzio. L’arrivo di Laura, che all’inizio sopporta malvolentieri, sarà per lui un raggio di luce. Ma si sa, le cose cambiano e non sempre si evolvono al meglio. Per quanto riguarda i risvolti del personaggio mi è difficile risponderti, perché sono strettamente legati alla suspence che si creerà nel triangolo Laura, Matteo e lo stesso Scilla: sarebbe come svelare il finale di un giallo.

“Le tre rose di Eva” continua ad ottenere ottimi ascolti. Secondo te qual è il segreto di tale successo? E’ merito di una nuova formula sia visiva sia narrativa. Gli sceneggiatori fanno muovere personaggi e situazioni in un ingranaggio complesso e vorticoso, pieno di colpi di scena. Io stesso ho letto le sceneggiature tutte d’un fiato, volevo capire chi fosse il colpevole: era diventata una vera caccia al tesoro.

In questo periodo va in onda anche un’altra tua fiction: “Un caso di coscienza 5”, dove reciti nei panni del Maggiore della Guardia di Finanza Zuccari. Cosa ti piace di questi due personaggi così diversi tra loro? L’ambiguità assoluta di Scilla si muove come un jago e in contrapposizione l’etica di Zuccari e la sua umanità. Sono proprio fortunato a passare di continuo dal ‘buono’ al ‘cattivo’! E’ una grande chance per un attore, non ti fossilizza.

Prima di approdare in televisione, hai lavorato per diversi anni per il cinema ed il teatro. Come mai hai deciso di recitare anche in fiction televisive? Non sempre è stata una scelta, direi piuttosto che sono occasioni da non mancare.

I film e le fiction a cui hai lavorato sono tante: c’è un personaggio che ti è rimasto particolarmente nel cuore? A tutti i personaggi dai te stesso e tutti i personaggi, per un motivo o un altro, ti servono a crescere. E ti permettono di incontrare luoghi e persone meravigliose: in pieno deserto nel film “Le mille e una notte” di De Brocha inseguivo Sherazade, interpretata da Catherine Zeta Jones, sul lago di Como giocavo a scacchi con Turturro e consolavo Emily Watson, nei teatri di posa mi trovavo a lavorare con Vittorio Gassman, Ben Gazzara, Burt Lancaster

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