in

Urbex al manicomio abbandonato

Fare urbex significa a volte imbattersi in luoghi ancora carichi delle emozioni di chi un tempo li abitò. Un manicomio abbandonato è certamente uno di questi posti. Qui si entrava per non uscirne più, si veniva sepolti vivi. L’aria è pesante già dal primo passo compiuto nella struttura, diventa quasi insostenibile quando si percorre l’emiciclo dove erano ospitati i pazienti più pericolosi, quelli che ogni notte venivano letteralmente cuciti nel letto. Poca luce penetra dalle finestre ormai coperte di edera, la polvere copre gli scheletri dei letti e del poco mobilio ancora presente. Oggi in questo luogo tutto è cupo e grigio, come forse lo era stato quando la struttura era ancora in vita.

Questo manicomio è immenso, corridoi che si diramano a destra e sinistra, scale che salgono ai piani alti e che sprofondano nella terra verso i tunnel di collegamento dei padiglioni. Sembra di essere in un grande labirinto, e forse il senso “mistico” di questo luogo è proprio questo, qui vivevano coloro che si erano smarriti nella propria mente, qui anche la carne se sbaglia una svolta è perduta. Perdersi in un posto del genere non è una bella esperienza. Mi è successo nell’ala più struggente di tutte, quella riservata ai bambini: tra le vecchie scarpine, disegni e tricicli ho trovato un deambulatore ed un seggiolone per poter legare i più esagitati, ho trovato stanze pitturate di azzurro ed altre di rosa, ad un certo punto non ho trovato più il mio gruppo.

Un buon esploratore urbano non si deve mai fare prendere dal panico, ma quel giorno la mente ha vacillato. Il telefono non prende, non si può gridare, meglio non correre per evitare rischi di cadere, la struttura è malmessa. Ho girato a vuoto, percorso e ripercorso quei corridoi inquieti, ero sempre solo e lentamente dagli anfratti più bui si alzavano voci antiche, e piccoli fantasmi spiavano dietro ogni porta. Certo che il potere della suggestione è davvero forte. Sarò stato solo per non più di venti minuti eppure la paura ha iniziato a strisciare e torcere le viscere. Non credo nei fantasmi, tutto quello che ho visto e sentito è avvenuto solo nella mia mente, ma garantisco che l’esperienza è stata forte. Alla fine ho compreso cosa significa perdersi, sia fisicamente sia nel labirinto della mente.  La visita è poi finita in tranquillità tra vecchie cartelle cliniche, una macchina della verità e le aule della scuola di infermeria con scheletri finti e medicinali scaduti. Ecco! questo è urbex, e questa è stata una delle mie esplorazioni più coinvolgenti.

smartphone in uscita natale 2016 gennaio 2017

Migliori smartphone in uscita Natale 2016 e gennaio 2017: Samsung Galaxy S8, LG G6, iPhone 8, HTC 11 e Nokia

la prova del cuoco ricette 15 dicembre 2016, la prova del cuoco di oggi, la prova del cuoco di oggi anna moroni, la prova del cuoco ricette oggi, la prova del cuoco ricette anna moroni, la prova del cuoco antipasti di sfoglia, antipasti di sfoglia ricetta anna moroni,

La Prova del Cuoco ricette oggi, 15 dicembre 2016: antipasti sfiziosi di sfoglia di Anna Moroni