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Usa pianifica azione militare contro la Siria, Obama studia soluzione Kosovo

Secondo il New York Times tra i giorni di venerdì e sabato il presidente americano Barack Obama, i funzionari del Pentagono e del Dipartimento di stato hanno partecipato insieme a moltissime riunioni, per decidere se intraprendere o meno la stessa azione militare in Siria che è stata utilizzata in Kosovo durante la presidenza di Clinton. In quel caso il presidente non ricevette il permesso di attaccare dalle Nazioni Unite, e si rivolse quindi alla NATO, esponendo i principali problemi che sarebbero potuti capitare alla popolazione Kosovita. I questo modo ottenne il via libera e cominciò un bombardamento durissimo che durò più di 80 giorni.

Lo stesso Pentagono e’ pronto ad attuare le opzioni militari qualora il presidente americano lo ordinasse.
Queste le parole del segretario alla Difesa americano Chuck Hagel: “Il presidente Obama ha chiesto al dipartimento della Difesa di preparare opzioni per tutte le emergenze, lo abbiamo fatto e siamo preparati a esercitare qualsiasi opzione, se il presidente decidesse di attuare una di queste”.
Siria armi chimiche


In una recente intervista rilasciata all’emittente televisiva CNN, il presidente Obama ha espresso:Se dovessimo entrare ed attaccare un altro paese senza il via libera delle Nazioni Unite e senza presentare un valido motivo per farlo, ci dovremmo porre in un secondo momento alcune domande: Siamo supportati dalle leggi nazionali? Abbiamo la coalizione per poter intervenire?“. Il presidente non si sbilancia dinanzi ad una possibile dura azione militare, nulla di definito quindi. Dubbi confermati anche da un funzionario della Casa Bianca: “Non stiamo ancora preparando i documenti legali che giustificherebbero un’azione, anche perchè il presidente non ha ancora preso una decisione“.

Grossi dubbi espressi anche dal governo britannico sulla mancata cooperazione di Bashar al-Assad con gli ispettori Onu. Questo fa pensare che il regime abbia qualcosa da nascondere. A riferirlo e’ stato il portavoce del premier britannico, David Cameron.

L’Iran intanto avverte gli USA: ci saranno gravi conseguenze se Obama interverrà con un intervento militare in Siria. Il vice capo di Stato maggiore delle forze armate, Massoud Jazayeri ha usato la stessa terminologia impiegata da Obama l’anno scorso, quando avverti’ che se il regime avesse superato la “linea rossa” dell’impiego di armi chimiche ci sarebbero state “conseguenze enormi”. Ricordiamo che l’iran e’ l’unico alleato regionale del regime siriano di Bashar al-Assad.

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paolo del debbio

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