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Utero in affitto: cos’è e come funziona

Malgrado i recenti aggiornamenti fatti alla legge 40 del 2004 sulla procreazione assistita, questo ambito per gli italiani pare ancora essere un tabù. Mentre ancora si cercano di delineare le linee guida per la fecondazione omologa (ovulo e seme dei genitori che vogliono allevare il bambino) e eterologa (uno dei due gameti è stato donato), l’argomento utero in affitto o madre surrogata non è ancora stato preso in considerazione, anzi alcuni parlamentari stanno già facendo raccolte firme affinché questa possibilità per le coppie che vogliono diventare genitori non arrivi anche in Italia. Tra di essi c’è ad esempio la deputata Pdl Eugenia Roccella che ha fondato il comitato “Di mamma ce n’è una sola” per ribadire il suo no alla maternità surrogata. Ma cos’è realmente la pratica dell’utero in affitto e come funziona?

Per utero in affitto si intende la richiesta di una coppia (o di un singolo) a un’altra donna di portare in grembo per i nove mesi della gestazione il loro bambino e ovviamente di partorirlo; una volta nato il piccolo, la donna non avrà nessun diritto sul bambino, i genitori saranno infatti la coppia. E’ possibile impiantare nella donna che mette a disposizione il proprio corpo sia i gameti della coppia che di donatori estranei se la coppia è sterile. Questa pratica ad oggi in Europa è legale solamente in Gran Bretagna, Grecia, Paesi Bassi e Romania ma le mete più gettonate per i “viaggi della speranza” di coppie che partono dall’Italia sono Stati Uniti, Canada, Ucraina, Armenia, Georgia, Russia, India, Africa del Sud e Creta.

In Italia infatti questa pratica è illegale e le coppie che partono per queste mete e tornano con un bambino nato grazie all’utero in affitto rischiano, se scoperte, di essere perseguite per legge. Per le coppie che partono per l’America, malgrado il costo elevato (si parla di circa 120 mila euro), la pratica è tendenzialmente più sicura grazie a cliniche specializzate che seguono le mamme surrogate. Differentemente le coppie con meno possibilità economiche che si rivolgono a centri in Ucraina, Russia o India (dove il costo è tra i 25 e i 40 mila euro) tutto diventa più pericoloso e incerto poiché rischiano di essere sfruttati per il denaro e di non avere mai il loro bambino.

Credit Foto: Image Point Fr / Shutterstock

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