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Vacanze 2014: ventenni vs. trentenni, come cambia la vacanza

A 20 anni la vacanza ha un solo dettame: “fare tutto, come se non ci fosse un domani”. Le giornate si allungano, le ore di sonno si accorciano. Si vive l’ebrezza della spensieratezza come se non ci fossero limiti: giochi, sport, pazzie, amori, passaggi improvvisati, feste da imbucati, tutto è possibile. A 30, diciamocelo, per quanto vi possiate sentire “pischelli” dentro, la storia cambia. Se prima aspettavate l’alba in spiaggia facendo l’after hour, ora più facilmente le ore piccole saranno al massimo le tre, e l’unico after che vi farete sarà l’after nanna! Tornerete nei posti dove avete trascorso i migliori anni della vostra vita con l’aspettativa di rivivere le emozioni di quelle feste nei boschi o sulla spiaggia, dei tuffi dagli scogli, dei baci rubati, delle colazioni delle 8 del mattino al bar della spiaggia, dove i nonni con i nipotini cominciano a riempire gli ombrelloni mentre voi dovete ancora andare a dormire.

Forse sarà così. Verrete ancora etichettati come ” il figo della spiaggia che si volevano fare tutte” o “quella con il lato b più bello“, o il simpaticone “mitico” della situzione. Ma qualunque cosa facciate il commento degli altri sarà sempre lo stesso: “si vede che non hanno più vent’anni”. Così vi ritroverete in quei luoghi, o in altri che a vent’anni non consideravate neanche lontanamente come località vacanziera, abbandonati ai dolci ricordi, accompagnati dall’ “L’amour toujour” di Gigi D’Agostino  e  “Gli anni” degli 883. E il bilancio della vacanza 20 contro 30, “suonerà” all’incirca così.

– Sera prima della partenza:

A vent’anni: “Ragazzi l’aereo è alle 7.50 domani, quindi, perfetto, non andiamo a dormire, aperitivo, serata e poi dritti in aereoporto”.
A trent’anni: “No ragazzi stasera faccio solo aperitivo, non vengo a ballare. Vado a letto presto che domani parto”.

– La valigia

A vent’anni:  “Ok devo essere all’aereoporto alle 8: esco, torno all’una massimo, e faccio la valigia”.  Infradito, shorts, canotte, t-shirt, camicia. Per le ragazze, super mini, vestiti scollati e tacco 12. No giacca e no felpa. ” Se fa freddo, chissene”.

A trent’anni : “Ok devo essere all’aereoporto lunedì mattina alle 8″. Venerdì sera: ” Domani faccio la valigia, ah, a proposito, ricordati di prendere un maglioncino in più. Sai, dovesse fare fresco, non si sa mai”.

– Le medicine:

A vent’anni: Oki e Maalox per il post sbornia.

A trent’anni: “Portiamo anche la Tachipirina e il Gentalin per l’eritema”.

– Le serate:

A vent’anni: “Dormiamo dalle 8 a mezzogiorno massimo, poi mare, e mangiamo la rimanendo fino all’appe”.

A trent’anni: ” Io direi di andare cena in quel posticino che ci ha consigliato Giulia. C’è andata col fidanzato, è carino, raccolto. Fanno musica dal vivo. Capito, se usciamo già a cena è meglio, così non rischiamo di addormentarci dopo.”

– Il bagno di mezzanotte:

A vent’anni: “Ragazzi, senza vestitiiiiiiii. Tutti dentroooooo.”
A trent’anni: “No, io non lo faccio. Ho freddo, poi mi rimangono i capelli bagnati e mi viene il raffreddore.”

– Il viaggio:

A vent’anni: “Prendiamo un aereo, facciamo l’Indonesia a tappe, e le decidiamo la. Poi magari facciamo qualche couchsurfin, qualcuno ci ospita, e risparmiamo qualcosa. Così, se ci avanzano soldi, ci facciamo anche la Thailandia”. ” Oppure, affittiamo una barca, invitiamo un po’ di gente così dividiamo la benzina, e andiamo in Turchia, che è figa e costa poco.”

A trent’anni: “ Mi ha chiamato l’agenzia. Dobbiamo passare li domani a confermare biglietto, l’ albergo e le escursioni con la guida”. ” In barca? Bellissimo, ci sono un sacco di cose da vedere, ma chi c’è?….No ti prego loro due no, non li sopporto, se vengono loro io non vengo.”

A vent’anni torni in quel posto in pullman, col treno, o martelli a chiodo i tuoi perché ti paghino il volo perché hai conosciuto un tipo/a, ti sei innamorata/o  e la/lo devi assolutamente vedere.

A trent’anni non ti parli più con la fidanzata di Andrea.

– Resoconto della vacanza:

A vent’anni: torni devastata/o.
A trent’anni: Non sei mai stato così nero, Carlo Conti in confronto è un dilettante.

 

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