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Vacanze in hotel? No, meglio in “albergo diffuso”: il nuovo soggiorno amico dell’ambiente

State progettando una vacanza e siete alla ricerca di una soluzione alternativa al classico hotel? La struttura ricettiva che potrebbe rispondere alle vostre esigenze è un albergo diffuso, ovvero un insieme di case logisticamente vicine, di cui una ospita il “cuore” dell’hotel: reception, ambienti comuni e punti ristoro.

Perché sceglierlo? Perché gli alberghi diffusi sono un modello ricettivo che permette di riscoprire la bellezza di borghi marinari, collinari o montani vivendo un’esperienza genuina e in armonia con l’ambiente. È Giancarlo Dall’Ara, ideatore del modello e presidente dell’Associazione nazionale degli alberghi diffusi, a illustrare gli enormi vantaggi di questa sorta di albergo “orizzontale”: utilizzando edifici preesistenti, questo modello turistico non crea impatto ambientale e, oltre a garantire tutti i servizi di una classica ospitalità, permette ai visitatori di avere più occasioni per entrare a contatto con la comunità dei residenti. Una buona idea anche per dare slancio e linfa vitale a borghi caratteristici, eppure sempre più spopolati.

borghi da riscoprire con alberghi diffusi

Gli alberghi diffusi piacciono moltissimo agli stranieri, desiderosi di conoscere da vicino le tradizioni del Belpaese e vivere un’esperienza vacanziera nel cuore di un borgo o del centro storico di una città. Non è un caso che l’idea brillante sia già stata copiata all’estero: un esempio per tutti il borgo di Apricale, in provincia di Imperia, la cui esperienza è stata riportata in una rivista giapponese come modello da imitare. Eppure è La Stampa dell’11 settembre 2014 a denunciare, attraverso le parole dello stesso Dall’Ara, quanto sia difficile far decollare questo modello virtuoso: pare che su tutto il territorio nazionale siano solo 82 gli alberghi registrati, a causa di cavilli burocratici e della mancata adozione di normative regionali che impediscono l’apertura delle stesse strutture.

L’idea è nata nel 1976, quando si è pensato al riutilizzo di case friulane ristrutturate dopo il terremoto. La prima regione che è riuscita a legalizzare ed adottare questo nuovo modello di ospitalità è la Sardegna nel 1998. Ma fioccano gli esempi virtuosi in Sicilia, Campania e Toscana. Cosa aspetti a prenotare un soggiorno? Cerca sul portale ufficiale la soluzione che risponde di più alle tue esigenze.

 

 

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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