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Vaccinazioni ai bambini, intervista al Professor Villani: “E’ giusto segnalare alla Procura chi non vaccina i figli”

L’Italia sta respirando un clima di emergenza vaccinazioni ai bambini, dalla decisione convinta di alcuni genitori di non sottoporre i propri figli ai vaccini necessari, alla mancanza di informazioni professionali, fino alla morte di alcuni piccoli. Per capirci un po’ di più, su un problema di attualità di interesse pubblico, abbiamo intervistato il Professore Alberto Villani, Direttore dell’UOC di Pediatria Generale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, Docente presso la Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università di Roma e del Bugando University College of Health Science di Mwanza (Tanzania), Vicedirettore della rivista Area Pediatrica della Società Italiana di Pediatria.

Perché vaccinare i bambini?

Per difenderli in maniera sicura ed efficace da malattie che sono potenzialmente gravi e in alcuni casi, straordinariamente, possono essere anche mortali.

Quali sono le vaccinazioni fondamentali?

Sono tutte le vaccinazioni previste dai livelli essenziali di assistenza, quindi, oltre alle quattro vaccinazioni per le quali è stata prevista una normativa di legge (difterite, tetano, apolio ed epatite b), tutte le altre vaccinazioni comprese nei calendari vaccinali e soprattutto in quelli aggiornati scientificamente, più consolidati, come il ‘Calendario vaccinale per la vita’, che è un calendario in cui vengono proposte le vaccinazioni dalla Società Italiana di Pediatria, dalla Società degli Igienisti, e dai medici di Medicina Generale e dai pediatri di famiglia. 

Perché, secondo Lei, alcuni genitori non vaccinano i propri figli?

I motivi sono numerosi. C’è un problema di comunicazione, probabilmente bisogna essere più precisi e dare correttamente indicazioni sull’importanze delle vaccinazioni, riconotando perché esistono e come proteggono dalle malattie. Poi, bisogna ammetterlo, un altro problema è l’ignoranza, perché esiste anche una piccola percentuale di medici che non ha una cultura vaccinale adeguata e non solo non è in grado di dare i giusti consigli, ma addirittura esprime pareri che non sono a favore delle vaccinazioni.

Una soluzione?

Per fortuna il Ministero della Salute sta prendendo una posizione molto forte. Bisogna consigliare ai genitori di consultare dei siti web certificati, dove si sa chi ci scrive, uno molto utile è il sito “Vaccinarsi”: non possiamo mettere sullo stesso piano il parere di un genitore informato e quello di un Professionista che si occupa di malattie infettive e vaccinazioni. Chi ascolta deve sempre sapere chi ha davanti. 

L’assessore della Sanità della Regione Emilia, Sergio Venturi, ha detto che chi non vaccina i figli dev’essere segnalato alla procura (ndr). È d’accordo?

Assolutamente sì. Non stiamo parlando del rifarsi le labbra, piuttosto che di farlo o no per il raffreddore. Stiamo parlando di malattie per le quali si muore. Stiamo parlando di malattie per le quali se non ci si protegge, si espone anche gli altri, quindi si è doppiamente colpevoli. Chi non ha adeguata cultura medica, chi non rispetta quelli che sono i comportamenti che servono a tutelare la salute pubblica, è bene che venga segnalato. Probabilmente la cosa migliore da fare sarebbe obbligare queste persone a fare dei corsi in cui migliorino le loro nozioni di immunologia e infettivologia, studino e si sottopongano ad un esame, e dopo l’esame, se hanno capito, non vengano segnalati.

Grazie

Intervista a cura di Isotta Esposito in collaborazione con Valeria Panzeri

Photo Credit: Kekyalyaynen / Shutterstock

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