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Valentina Salamone, due nuovi testimoni a Quarto Grado: “Carabinieri dissero di bruciare i suoi vestiti”

Catania: Valentina Salamone, 19enne trovata impiccata il 25 luglio 2010 in un villino ad Adrano, dove partecipò ad un festino. A Quarto Grado clamorose indiscrezioni: il caso archiviato inizialmente come suicidio, è stato riaperto solo grazie all’impegno dei genitori, che si sono opposti a tale interpretazione investigativa e al lavoro dell’inviato della trasmissione, Simone Toscano.

Catania, Valentina Salamone trovata impiccata: ex amante a processo per omicidio

Ora sotto processo per il presunto omicidio della ragazza c’è Nicola Mancuso, sposato e padre di tre figli, amante della vittima all’epoca dei fatti. Ad incastrarlo le tracce del suo Dna misto a quello della ragazza, proprio sotto le suole delle scarpe di Valentina che, come testimoniato da sua sorella a Toscano, fu proprio lei a dare alla giovane nel pomeriggio dello stesso giorno in cui fu uccisa. Toscano e il conduttore di Quarto Grado, Gianluigi Nuzzi, proprio perché parte attiva nel reperimento di questa prova importante che ha portato all’incriminazione di Mancuso, sono stati chiamati come testi dalla difesa.

Come emerso nella puntata del 26 maggio, Simone Toscano ha raccolto due nuove importanti testimonianze che potrebbero cambiare il corso del processo e addirittura portare la procura di Catania ad aprire un fascicolo di inchiesta parallelo a quello in oggetto. Il primo testimone è un operaio delle pompe funebri intervenuto sul posto il giorno del ritrovamento del cadavere: l’uomo ha rivelato che dopo aver spogliato e lavato il corpo come da prassi, i carabinieri dissero a lui e i colleghi di disfarsi degli indumenti della ragazza: “Potete bruciarli, buttarli via, tanto non servono …”. L’operaio, insospettito da questo atteggiamento, anche perché su quegli abiti non era stato eseguito alcun accertamento scientifico, consigliò invece ai genitori di Valentina di conservare i vestiti della ragazza, ammettendo di aver trovato alquanto strano il comportamento dei carabinieri “come se avessero voluto insabbiare qualcosa …”.

La seconda testimone interpellata da Simone Toscano, ha lasciato intuire che già subito dopo il ritrovamento del cadavere di Valentina si ipotizzasse l’omicidio: la donna ha detto di aver sentito, mentre faceva le pulizie, un uomo parlare della vicenda con i carabinieri, dir loro di tenere la cosa nascosta, di non far trapelare niente “perché c’entrava la figlia di un collega” (un carabiniere ndr) e che questo fatto “non si doveva sapere”. Due testimonianze, che si spera la magistratura vorrà quanto prima approfondire, che fanno paventare la volontà dei carabinieri di insabbiare prove importanti di un presunto omicidio.

La famiglia di Mancuso si è duramente scagliata contro la trasmissione Quarto Grado per aver cerato di far chiarezza su questa vicenda. Lo sfogo della moglie dell’imputato, che si dichiara innocente:

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