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Valentino Parlato è morto: addio al fondatore de Il Manifesto

Lutto nel mondo del giornalismo italiano: si è spento all’età di 86 anni Valentino Parlato, comunista eretico e fondatore del quotidiano Il Manifesto. Da sempre attivo politicamente, Parlato è stato giornalista, scrittore e politico italiano. Nato a Tripoli nel 1931, la sua vita cambiò definitivamente quando venne espulso dal Protettorato inglese nel ’51. Ha sempre raccontato che: “Se fossi sfuggito a questa prima ondata sarei diventato un avvocato tripolino e quando Gheddafi m’avrebbe cacciato, nel 1979, insieme a tutti gli altri, mi sarei ritrovato in Italia, a quasi cinquant’anni, senz’arte né parte. Sarei finito a fare l’avvocaticchio per una compagnia d’assicurazione ad Agrigento, a Catania.”

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Quando arriva a Roma, Valentino Parlato lavora per L’Unità, scalando le gerarchie del PCI, fino a divenirne membro del Comitato centrale. Nel 1969 viene espulso dal partito comunista ed è tra i fondatori de il Manifesto di cui è stato, a più riprese, direttore. Ha curato, tra le altre, l’edizione di opere di Adam Smith, Lenin, Antonio Gramsci e Mu’ammar Gheddafi.

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Come riporta La Repubblica, Valentino Parlato ebbe: “Due mogli, Clara Valenzano e Delfina Bonada, tre figli, uno dei quali, Matteo, ha fatto anche un bel documentario sul padre, Vita e avventure del Signor di Bric à Brac, scritto e diretto insieme a Marina Catucci e Roberto Salinas.”

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