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Valerio Liboni Ancora Toro, il frontman dei Nuovi Angeli: “Così racconto la mia grande passione” [INTERVISTA]

È uscito il 14 Novembre 2016 in tutte le librerie e nei negozi di dischi “Ancora Toro”, il libro/cd/dvd di Valerio Liboni, storico leader insieme a Paki Canzi de ‘I Nuovi Angeli’, gruppo beat-pop della musica italiana divenuto celebre con brani come ‘Donna Felicità’, ‘Ragazzina’, ‘Singapore’ che quest’anno festeggia il traguardo dei 50 anni di attività. Si tratta di un triplo cofanetto, prodotto da Mauro D’Angelo per ‘Atmosfera/Egea Music’, che contiene, tra gli altri, anche il nuovo libro “Io questa maglia sognavo da bambino”, scritto da Valerio Liboni con il giornalista radiotelevisivo e press agent di personaggi famosi Maurizio Scandurra, in cui una porzione importante della storia della musica italiana si unisce alla narrazione di aspetti inediti legati alla tragica fine del ‘Grande Torino’ il 4 maggio del 1949 sinora mai svelati prima.

La redazione di UrbanPost ha contattato il leader dei Nuovi Angeli, nonché autore del libro in questione, Valerio Liboni, per approfondire il tema sul Grande Torino e festeggiare i 50 anni dei Nuovi Angeli.

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Valerio Liboni, “Io Questa Maglia Sognavo Da Bambino”: ci racconti un po’ questo tuo viaggio nel mondo granata?
“Si tratta di una favola che racconta di un bambino, ancora in Paradiso, che gioca nella squadra del Don Bosco. Quando vede arrivare il Torino di Superga, dopo che sono tutti morti, questo bambino ha la fortuna di incontrare una personalità granata che gli trasmetterà la passione per il Torino. Da quel momento deciderà di voler nascere e arriverà a corrompere i Santi del Paradiso che, grazie al loro potere celeste, individueranno due giovani tifosi del Torino che stanno per fidanzarsi e da cui nascerà il piccolo. Ma si tratta di un libro a tratti biografico in cui si racconta la barriera di Milano, ritorna il tema degli angeli proprio come la band che quest’anno compie 50 anni di attività, ovvero I Nuovi Angeli.”

Il nome di Liboni è associato al Torino. E ogni volta che i granata scendono in campo all’Olimpico risuona “Ancora Toro”: qual è l’emozione di essere l’autore dell’inno della propria squadra del cuore?
“Non vado più allo stadio perché mi commuovo. Questo inno, tra i quattro che ho scritto, è quello che ha avuto più successo: su youtube ha più di 1,2 milioni di visualizzazioni. È il pezzo che ha avuto maggiore fortuna nella mia carriera.”

È un progetto legato alla società Torino?
“No, assolutamente. Anzi tengo a sottolineare proprio questo: è un libro indipendente dalla società granata, è un gesto nato dal cuore di tifoso, un omaggio per chi ha il sangue granata. Se poi la società vorrà farne parte è un altro discorso…”

I Nuovi Angeli, come festeggiano i 50 anni di carriera?
“Abbiamo fatto un album che ripercorre i 50 anni di carriera, siamo ancora in attività e la formazione comprende, oltre a Paki Canzi presente da sempre come me, anche Aldo Valenza e Marco Bonino alla chitarra. Il disco ripropone tutti i successi di questo lavoro, possiamo trovare delle canzoni nuove e anche un sentito omaggio a Gianmaria Testa, scomparso prematuramente qualche mese fa. Si tratta del brano “Se questo non è amore” che era stato proposto a Sanremo per Mia Martini.”

50 anni di carriera, se Valerio Liboni si guarda indietro cosa vede?
“Una carriera lunga e piena di cose positive. Andare ad elencarle tutte sarebbe molto difficile. Però ci sono stati alcuni momenti molto interessanti come ad esempio la sigla del Festival di Sanremo del 1983, oppure quando ho vinto il Festival a Seul. O ancora, il disco da solista del 1986 e il secondo posto del 1973 al Festival di Sanremo…”

E oggi, qual è lo status della discografia italiana?
“Per quel poco che ne rimane… direi che sono affezionato ad altra musica. Detesto i talent-show: li ritengo diseducativi, sono delle vere e proprie prese in giro per i ragazzi che vengono illusi che uno possa diventare importante e famoso. Reputo che chi giudica non abbia le competenze per farlo ma che sia messo lì solo per fare audience.”

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