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Valvole termostatiche per il risparmio energetico: ecco il decreto legge e cosa prevede

Valvole termostatiche per il risparmio energetico, per il decreto legge 102/2014 obbligo di installarle per tutti gli edifici pubblici e privati che abbiano il riscaldamento centralizzato: in arrivo multe salate per chi non dovesse adeguarsi alla norma. Vediamo insieme, punto per punto, tutti i vantaggi e gli svantaggi- non solo dal punto di vista economico- del decreto attuativo della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica approvato dal Governo Renzi.

1) Che cosa stabilisce il decreto? Entro il 31 dicembre 2016 tutti gli edifici, pubblici e privati, che abbiano un sistema di riscaldamento centralizzato (sono esclusi quindi i proprietari di immobili con l’impianto autonomo) dovranno obbligatoriamente dotarsi per ciascun termosifone del proprio appartamento di valvole termostatiche con i contabilizzatori di calore.

2) Che cosa sono le valvole termostatiche? Sono degli apparecchi che permettono di regolare il funzionamento di ogni singolo termosifone, stanza per stanza, permettendo che si spenga autonomamente non appena siano raggiunti i gradi desiderati.

3) Servono davvero a risparmiare? Secondo alcune stime questi apparecchi permetterebbero un risparmio energetico fino al 30% per ogni condominio. Proprio per questo motivo Lombardia e Piemonte avevano già reso obbligatoria l’installazione di questi dispositivi entro agosto e settembre 2014-rispettivamente- anche se la Lombardia aspetterà di sanzionare gli inadempienti fino al 31 dicembre 2016.

4) Quali sarebbero i costi? Secondo uno studio del Sole 24 Ore, a un appartamento di 80 metri quadri con sei termosifoni servirebbero poco più di mille euro per installare le valvole termostatiche e adeguare le pompe di circolazione dell’impianto condominiale da portata fissa a variabile (adeguamento indispensabile, pena l’inutilità assoluta dell’investimento sulle valvole termostatiche. Della serie: già che dobbiamo spendere dei soldi, facciamo le cose con precisione in modo che almeno qualcosa ci ritorni indietro). Sempre sul Sole 24 Ore si legge: “Al netto della detrazione fiscale del 50% (che può arrivare al 65%, solo se l’intervento avviene insieme ad altri di risparmio energetico), a carico del singolo appartamento si calcolano costi annui pari a circa 146 euro tra spese di gestione, lettura e i costi di installazione “spalmati” su sei anni (pari alla vita media di una valvola)”.

5) E l’effettivo risparmio individuale? Sempre secondo il Sole 24 Ore si otterrebbe un risparmio annuo del 7% a famiglia: si tratterebbe di circa 84 euro su una spesa annua media di 1.200 euro per il riscaldamento, una cifra che copre solamente la metà dei costi di cui sopra. Questo però prendendo come punto di riferimento i 20° previsti negli ambienti interni dal Dpr 412/93. C’è da dire, e non solo per gli edifici privati, che spesso questo limite viene ampiamente superato: chissà che questi nuovi limiti possano porre un freno all’abuso (e al portafoglio).

6) Possono crearsi differenze tra condomino e condomino? Si. Sopratutto perché, grazie ai nuovi dispositivi, sarà possibile stabilire l’esatto consumo per ogni termosifone: in questo modo quindi ognuno avrà la certezza di pagare solo i suoi effettivi consumi. Secondo l’amministratore di Sif Italia Luca Ruffino gli appartamenti situati sopra le cantine o esposti a nord sarebbero sfavoriti per cause evidenti, mentre i proprietari di appartamenti sfitti potrebbero non pagare quasi niente, regolando le valvole a 0 e obbligando di fatto i vicini ad alzare la temperatura.

7) Come si pone rimedio a questi problemi? Contattando una società energetica che oltre alle valvole provveda all’adeguamento delle tabelle di ripartizione, calcolando dei coefficienti di adattamento. Inoltre, se la caldaia si modula in funzione della potenza richiesta si può anche andare in deroga all’obbligo fissato dal Comune: ad esempio a Milano gli impianti devono funzionare 14 ore al giorno al massimo, mentre la continuità di erogazione durante le 24 ore consente di ridurre gli sprechi e di rendere davvero efficace la termoregolazione.

8) Se il regolamento del mio condominio prevede una cosa diversa che succede? Poiché il decreto stabilisce “un quadro di misure per la promozione e il miglioramento dell’efficienza energetica che concorrono al conseguimento dell’obiettivo nazionale di risparmio energetico” si deduce che le delibere condominiali e le clausole del regolamento contrattuale in contrasto con la nuova norma devono ritenersi nulle. Più semplicemente, l’interesse collettivo in questo caso prevale su quello individuale.

Insomma, per tirare le somme dovremmo forse aspettare qualche anno. Una cosa è certa: nonostante i costi (che possono comunque essere ammortizzati completamente a lungo termine) l’operazione potrebbe allineare il nostro paese con gli obiettivi internazionali per l’abbattimento dell’inquinamento e del surriscaldamento globale. Il rischio è che si facciano ancora una volta le cose “all’italiana“, facendo fallire un percorso ancor prima che inizi con lavori eseguiti a metà, cause e ricorsi tra vicini e sistemi non funzionanti con conseguenti differenze tra cittadini e sperequazioni.

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