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Vannoni e il Metodo Stamina: la rabbia dopo la bocciatura del comitato

Il comitato scientifico, dopo attente valutazioni ed analisi, ha bocciato il Metodo Stamina, di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi, grazie all’attività del dottor Vannoni dell’ospedale di Brescia e basato su cellule staminali del midollo osseo, note come mesenchimali, che possono dare origine a nuove cellule differenziate, come quelle del sistema nervoso.

Ovviamente l’importanza di queste cellule è legata alla possibilità di curare una lunga serie di malattie neurodegenerative che stanno sempre più prendendo piede nella popolazione italiana: il metodo viene quindi non riconosciuto legalmente, per cui molti hanno pensato che il dottor Vannoni potesse deporre le armi, ma così non è, come confermato dallo stesso sul suo profilo Facebook.

Lorenzin stamina

Nell’ospedale di Brescia, dunque, per tutti i pazienti i quali abbiano vinto il ricorso sarà possibile usufruire delle cure compassionevoli, fin qui portate avanti dall’associazione che vede a capo proprio il dottor Vannoni. Purtroppo la vicenda non si è conclusa come molti auspicavano, così da aprire alla cura mediata da cellule staminali totipotenti ma la lotta non finirà, dopo una lunga serie di manifestazioni a Roma anche a Montecitorio per sollevare l’importanza della questione, molto spesso sottovalutata anche dai media nazionali.

Stoccata di Vannoni anche al ministro Lorenzin che prevede la nomina nel Senato da parte dei membri della commissione che ha bocciato il metodo e riportando alla mente l’esempio dell’antica Roma, di Caligola eletto nell’organo più importante.

Di seguito ecco quanto pubblicato da Davide Vannoni sul suo profilo Facebook:

“Cari amici, veramente vi state preoccupando della bocciatura di una commissione farlocca di esperti di parte?
Veramente pensate che questa finta sperimentazione fatta per affossare definitivamente il metodo Stamina sia una perdita per qualcuno?
L’unico merito che riconosco al comitato “scientifico” è di produrre un risparmio per lo stato di 3.000.000 di euro.
Eppure lo avevo detto fin dall’inizio che questa era una presa in giro per i malati, ma sembrava che se Stamina non avesse consegnato il protocollo standardizzato (e abbiamo standardizzato tutto quello che era possibile) avrebbe tradito i pazienti.
Poi abbiamo scoperto che la sperimentazione copriva solo la fase 1 e 2 e che il suggerimento era quello di vendere la metodica a una casa farmaceutica che completasse la fase 3 (la più costosa) e che in seguito rivendesse a voi il farmaco “stamina”.
Oggi ho incontrato degli scienziati che hanno voglia di capire e di studiare e che provano curiosità e non invidia e astio. Scienziati che sono convinti che le staminali siano trapianti e non farmaci. Inoltre il piccolo Sebastian sta iniziando a respirare senza ausili esterni. Questo mi basta e avanza.
Caro ministro provo una gran pena per questa gravosa responsabilità che le è caduta sulla testa, se posso permettermi un consiglio chieda la nomina a senatori a vita di tutti questi suoi “esperti”, se lo meritano veramente e lasci perdere questa inutile sperimentazione che così come l’ha voluta, senza trasparenza e senza obiettività risulta solo uno spreco di denaro pubblico. D’altronde le nomine dei senatori a vita nel nostro paese hanno una lunga tradizione a partire proprio da un imperatore che, debbo dire, ebbe un consenso popolare superiore al suo: un tal Caligola.
Ora cari amici posso dirvi che le terapie compassionevoli a Brescia continueranno per tutti i pazienti che hanno vinto il ricorso. Almeno Stamina continuerà in questa sua missione. Non vale più la pena di combattere (come ho detto a Roma alla manifestazione del 10 settembre) per fare approvare leggi o emendamenti. Oggi la lotta è perchè finisca il boicottaggio delle cure compassionevoli presso gli Spedali civili di Brescia. Perchè chiunque ha acquisito il diritto a queste cure non venga preso in giro da quelle Istituzioni che sono obbligate, per legge, a garantirgliele.
Altri vinceranno i ricorsi e noi saremo sempre lì, pronti a produrre le cellule che servono loro per la terapia.
Ci sarà, credo e spero presto, un nuovo momento elettorale ed è in quell’occasione che avremo il miglior modo per dire che cosa pensiamo di questi politici. Se qualche politico, anche tardivamente, ha qualcosa da dire in rapporto a questa ingiustizia che stanno subendo i pazienti agli Spedali Civili di Brescia lo faccia ora o, come si suol dire nei migliori cerimoniali, taccia per sempre”.

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