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Vasco Rossi contro Gianluigi Paragone: «Giù le mani dalle mie canzoni, non autorizzo fini politici»

Vasco Rossi contro Gianluigi Paragone: il Blasco non ci sta e si scaglia contro chi usa musica e testi delle sue canzoni per esprimere un’opinione politica o – in questo caso – un dissenso. Seppur senza esplicitarne il nome, il riferimento del rocker modenese a Paragone è piuttosto palese. Il senatore del Movimento 5 Stelle si è servito della celebre “C’è chi dice no” di Vasco per anticipare il voto contrario al governo Pd-M5s, e lo ha fatto attraverso un video Facebook che non è affatto sfuggito al Blasco. Il sessantasettenne di Zocca ha, così, replicato usando gli stessi mezzi.

Vasco Rossi Gianluigi Paragone: “C’è chi dice no lo dico io”

“C’è chi dice no lo dico io: – ha detto Vasco servendosi di Instagram per mettere i puntini sulle i – i politici devono mettere giù le mani dalle mie canzoni!”. “Che imparino a usare parole originali loro – ha proseguito perentorio il cantautore, o provoca(u)tore come lui stesso ha amato definirsi – e a non strumentalizzare la musica!!”. Poi Vasco ha proseguito, spiegando: “C’è chi usa le mie canzoni per le sue campagne politiche e di opinione… voglio sia chiaro che io non autorizzo nessuno a farlo e per quello che mi è possibile cerco di impedirlo! Tanto meno si può pensare che io sia d’accordo con le opinioni di chi usa la mia musica per chiarire le sue idee confuse!!”.

Il senatore M5s: “Sento l’eco di una canzone che parte da lontano”

Insomma un attacco nemmeno tanto velato contro Gianluigi Paragone che ieri, lunedì 2 settembre 2019, su Facebook si era così espresso: “Domani si vota su Rousseau e sento già l’eco di una canzone che parte da lontano e dice ‘C’e’ chi dice no, io non ci sono’. Io su Rousseau dico no, io non mi muovo”. A quanto pare, invece, si è mosso il Blasco.

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