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Vaticano a Roma: musei, giardini, tesori, Guardie svizzere e curiosità

Per chi sceglie la città di Roma come meta di viaggio, assolutamente imperdibile è la visita al piccolo stato custodito al suo interno: il Vaticano. Sorto come stato vero e proprio in età recente, custodisce gelosamente al suo interno una serie infinita di capolavori assoluti della storia che di fatto raccontano la gloria dell’Arte e della Cultura poste al servizio della Fede durante ben cinque secoli. I pontefici di Roma infatti, non solo hanno dato vita ai Musei Vaticani, ma hanno anche edificato e costruito edifici, palazzi e chiese di straordinaria bellezza, chiamando a raccolta i più grandi artisti di tutti i tempi: da Giotto a Raffaello, da Bramante a Bernini, da Michelangelo al Borromini fino a Caravaggio, Matisse e Van Gogh. Come destreggiarsi quindi nella visita? Seguendo qualche piccolo accorgimento e alcuni preziosi consigli!

Vaticano i musei

Musei Vaticani – Image Credits L’Asino d’Oro Associazione Culturale

Certamente obbligatoria è la visita ai Musei Vaticani, un immenso patrimonio d’arte in cui antico, moderno e contemporaneo comunicano continuamente per palesare al visitatore l’eterno significato della Bellezza. Nelle collezioni di arte classica, si ammireranno i massimi capolavori dell’Antichità come il Laocoonte e l’Apollo del Belvedere; nella Galleria delle Carte Geografiche si resterà estasiati davanti alle dettagliate mappe delle regioni fortemente volute alla fine del 1500 da papa Gregorio XIII per poter così ammirare tutta la bellezza dell’Italia senza uscire da palazzo; nelle stanze degli appartamenti di Giulio II, interamente affrescate da Raffaello, sarà possibile ammirare capolavori quali la Scuola di Atene e la Disputa del Sacramento, perfetta sintesi del pensiero dell’uomo di inizio Cinquecento.

Impossibile poi non rimanere senza fiato entrando nella Cappella Sistina (vedi immagine in apertura di BriYYZ/Flickr.com): un luogo magico, incantato, in cui i più sapienti artisti lavorando l’uno vicino all’altro e l’uno dopo l’altro, sono riusciti a realizzare un luogo unico al mondo, dove il solo Giudizio Universale di Michelangelo è una prova della più alta genialità che l’uomo sia riuscito a raggiungere nel nostro passato.

Ma non solo Musei. Parlare di Vaticano vuol dire anche poter passeggiare all’interno dello Stato sorto in realtà solo nel 1929 con i Patti Lateranensi, ma che già dal 1279 divenne sede preferita dei pontefici. Fu infatti in questo anno che papa Niccolò III Orsini portò la residenza papale dal Laterano proprio qui e fu sempre lui a volere all’interno delle nuove mura, un luogo ricco di suggestione: i Giardini Vaticani. Tra orti, frutteti, prati arricchiti e impreziositi da numerose opere d’arte, fontane, palazzi, accademie e casini, i giardini divennero così il perfetto luogo di riposo e di meditazione dei pontefici, ieri come oggi.

Roma, i giardini del Vaticano

I Giardini Vaticani visti dall’alto – Image Credits Stefan Bauer, http://www.ferras.at (da Wikimedia Commons)

La storia insegna però che questi furono anche secoli di guerre, scontri e attacchi sferrati più volte contro Roma. Come fecero i pontefici a garantirsi la sicurezza? Dando vita al famigerato gruppo delle Guardie Svizzere! Tutto ebbe inizio con Giulio II il quale decise di far giungere a Roma proprio i soldati elvetici noti per la loro forza d’animo e fedeltà, ma soprattutto per essere invincibili. Impossibile non riconoscerli grazie alle loro divise: una piena di colori, l’altra tutta blu. La differenza? La prima è la divisa ufficiale e di cerimonia, la seconda invece è la versione più semplice, una vera e propria “tenuta da lavoro”. La tipologia di abiti è ancora oggi quella che tanto andava di moda nel Cinquecento, ma i colori scelti non sono affatto casuali: al giallo e al blu dei due pontefici della famiglia Della Rovere (Sisto IV e Giulio II), si aggiunse ben presto il rosso di papa Leone X dei Medici. Comunemente la paternità di questa uniforme si fa risalire a Michelangelo, ma sembra che egli non se ne sia mai occupato: ciò che è certo è invece che in epoca moderna, si andò a rivisitare l’antica divisa e ci ispirò certamente agli affreschi di Raffaello realizzati nel Cinquecento per gli appartamenti proprio di Giulio II.

Vaticano guardie svizzere
Guardie Svizzere – Image Credits L’Asino d’Oro Associazione Culturale

Impossibile è poi non dedicare un po’ di tempo alla visita del cuore pulsante della cristianità, la Basilica di San Pietro, in grado di impressionare per la sua possente mole. Presente in città già per volere dell’imperatore Costantino e sorta proprio sulla tomba dell’Apostolo Pietro, il risultato attuale corrisponde a un’impresa costruttiva avviata all’inizio del 1500 e conclusasi solo verso la metà del 1600. Anni di duro lavoro, di fatiche, progetti accolti e poi rifiutati, di modifiche e rifacimenti continui, ma che grazie a Bramante, Raffaello, Michelangelo, Maderno, Borromini e Bernini – solo per citare alcuni dei sommi artisti che qui lavorarono – è divenuto il più sublime simbolo della chiesa mondiale. Un contenitore perfetto di immense opere d’arte in cui ammirare i pezzi delle antiche fasi di epoca romana e medievale, fino a quelli più recenti, in una continua e inesorabile aggiunta di monumenti, statue e arredi di tutte le epoche, come la struggente Pietà di Michelangelo e il sublime baldacchino del Bernini.

E prima di uscire definitivamente dal Vaticano, lasciamoci impressionare delle infinite colonne in bianco marmo innalzate sapientemente da Bernini nel colonnato più celebre del mondo: un abbraccio simbolico stretto intorno alla piazza della Basilica di San Pietro che accoglie e raccoglie, come a voler eternamente custodire l’immensa Bellezza che si cela alle sue spalle, il tesoro vero e proprio del Vaticano.

Autore: L’Asino d’Oro Associazione Culturale

In apertura: foto della Cappella Sistina – Image Credits BriYYZ/Wikimedia Commons (This file is licensed under the Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic license)

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