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Vendere i reni: la proposta choc del Nobel Gary Becker

Stupore e disappunto per la sconvolgente proposta fatta dal premio Nobel per l’Economia nel 1992 Gary Becker: per ovviare al problema delle interminabili liste d’attesa cui devono sottoporsi i malati, l’economista americano ha proposto insieme al collega argentino Julio Elias un mercato legale degli organi umani, per ora limitato ai reni. La notizia della proposta choc, destinata a far discutere, è riportata in un articolo sul Wall Street Journal: “Nessuno dei metodi in uso oggi è in grado di eliminare la carenza di reni, mentre invece pagare i donatori per i loro organi ci riuscirebbe. In particolare, con un prezzo sufficiente per i reni il numero di organi disponibili crescerebbe molto senza incidere molto sul costo del trapianto”, così scrivono i due economisti.Gary Becker

Secondo i calcoli un rene dovrebbe essere pagato intorno ai 15mila dollari (poco più di 11mila euro), un prezzo che farebbe crollare il ricorso alla dialisi. E l’aspetto etico della questione? In subordine, evidentemente. Poco importa, quindi, che la vendita dei reni sia vietata in quasi tutti i paesi del mondo ed il traffico illegale di organi sia combattuto a causa anche dei gravi problemi bioetici.

Proporre con tale facilità un vero e proprio mercato dei reni oltre ad essere eticamente inaccettabile “Implicherebbe, ancora una volta, lo sfruttamento delle categorie più deboli a vantaggio di quelle più forti”, commenta Lorenzo D’Avack, vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica (Cnb). Il punto, osserva D’Avack, è che “non sarà mai la persona ricca a decidere di vendere un rene, bensì a farlo sarà sempre la persona povera, spinta da necessità“.

 

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