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Venerdì di morte in Egitto. Piazze in rivolta, interviene l’esercito

30 persone morte e 210 i feriti in tutto il Paese, il venerdì di preghiera egiziano si è trasformato nello sfogo di decine di migliaia di persone, le piazze principali gremite di gente, da Alessandria a Beheira, da Minya a Giza, provocondo caos e morte.

I sostenitori di Mohamed Morsi, hanno chiamato a raccolta una folla impressionante, e dopo poco a metà pomeriggio, è apparsa d’improvviso la loro guida spirituale, il leader Mohammed Badie, tra la folla incredula perchè credeva che fosse stato fatto prigioniero, queste le sue parole urlando alla gente che lo acclamava: “Non sono in fuga, non mi hanno arrestato”, a tutti gli egiziani dico, Morsi è il vostro presidente”. Rivolgendosi poi agli elicotteri militari che fin dal mattino stavano sorvolando la piazza, Badie ha detto: “L’esercito torni agli egiziani. L’esercito deve restare lontano dalla politica e l’Egitto non conoscerà mai più il potere militare. Non possiamo rinunciare a Morsi presidente se non col sacrificio della nostra vita”. Badie ha poi richiesto alla sua folla di rimanere in piazza fino a quando Morsi non sarà liberato.

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La tensione ed il caos di questa notte hanno provocato 30 morti. Cinque vittime sono state registrate al Cairo, cinque – tutti agenti di polizia – nella città di El-Arish, nel Sinai, e una ad Assiut. Nelle prime ore di sabato, almeno 12 persone sono morte e altre 200 sono rimaste ferite in violenti scontri ad Alessandria. A rivelarlo è stata l’agenzia ufficiale egiziana ‘Mena’. Le fonti sanitarie locali hanno poi confermato che gran parte dei morti sono vittime di tiri d’arma da fuoco. Tafferugli e violenze erano già iniziate in mattinata, quando alcuni gruppi pro e anti Morsi si sono scontrati a colpi di arma da fuoco. Alcuni testimoni hanno poi accusato i soldati di aver sparato pallini da caccia ad altezza d’uomo, ma la risposta dell’esercito non ha confermato la loro tesi. A Luxor gli scontri sono tornati a coinvolgere musulmani e cristiani: i primi hanno dato alle fiamme alcune case.

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