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Venezia: pittore iraniano arrestato i colleghi si rivoltano contro i vigili (Video)

L’accusa che viene rivolta all’artista iraniano è quella di resistenza a pubblico ufficiale. Secondo le forze dell’ordine, l’uomo prima avrebbe mandato un agente al pronto soccorso perché questo era intervenuto quando si era saputo che l’iraniano era privo dell’autorizzazione a sostare sul ponte del Megio. A questo punto l’iraniano è stato bloccato dagli agenti e, con l’arrivo dei rinforzi, il numero è salito a sette unità. Venezia

L’uomo, nella concitazione della situazione piuttosto movimentata, è caduto in canale e si è  attaccato ad una gondola dando l’epiteto di razzisti ai vigili.  Questo ha scatenato la reazione incredula di coloro che hanno assistito alla scene evidenziando la “disparità di forze”: di sette contro uno. Il consigliere della Federazione della Sinistra Sebastiano Bonzio crede che le circostanze debbano essere chiariti, nei minimi particolari, per i fatti mostrati dal video. La città lagunare non può e non deve essere tacciata e additata come una città che reprime ogni forma d’arte e di creatività. Proprio questa mattina il rappresentante della Sinistra presenterà un’urgente interrogazione al sindaco e pretenderà, che già lunedì prossimo, gli venga fornita risposta in Consiglio Comunale.

L’importante è chiarire come si sono svolti i fatti prima del video. Luciano Marini, comandante della polizia municipale, ha dichiarato di voler leggere la relazione dell’intervento, prima di pronunciarsi. Dal canto suo l’artista iraniano, sprovvisto di autorizzazione di soggiorno, continuava a operare sul ponte ed è stato strenuamente difeso dagli altri colleghi di piazza che minacciano clamorosi risvolti.

 

 

 

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