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Venezia: Ricerca, Arte e Cultura, “Non c’è città creativa senza eventi”

Per lo Speciale Milano e Venezia sulla Notte Europea dei Ricercatori 2014, UrbanPost ha dedicato uno spazio a chi vive in prima persona la Ricerca. Da Venezia, intervista a Roberto Paladini.

roberto paladini intervista venezia

Perché hai scelto di fare ricerca?

Prima di essere un ricercatore per il Dipartimento di Management dell’Arte e della Cultura MAC.l.a.b. dell’Università Ca’ Foscari Venezia sono un operatore culturale che si occupa da anni di organizzazione di eventi e di scrivere e gestire progetti afferenti il mondo dell’arte e della cultura in generale. Quando ho visto che il M.A.C.lab. aveva bandito degli assegni di ricerca per alcune tematiche che seguo da anni, mi sono subito interessato. Ho visto che l’assegno sul sistema degli eventi e delle produzioni culturali nell’ambito delle politiche giovanili mi attirava in modo particolare per la possibilità di usare e approfondire la mia esperienza pregressa con le associazioni culturali Venetiae Alumni e Veni, che presiedo. Così ho partecipato al bando, ho vinto e ora ho la possibilità di mettere a frutto gli spunti di ricerca che sto incontrando a livello teorico e di incrociarli poi con la mia esperienza pratica.

Qual è / quali sono il tuo obiettivo/obiettivi?

Il mio obiettivo è triplice, in estrema sintesi: 1. Analizzare il ruolo dei giovani nel sistema degli eventi e delle produzioni culturali, cercando di capire come le politiche giovanili intervengono per favorirne lo sviluppo personale e professionale in questo ambito, se sono davvero protagonisti del sistema dell’arte e della cultura di un territorio o se invece rivestono altri ruoli di natura marginale o funzionali ad altri tipi di interessi. 2. Verificare se il postulato “Non c’è città creativa senza eventi” può essere affermato. 3. Individuare o ricavare modelli di governance vincenti, analizzando le buone pratiche a livello nazionale ed internazionale, di intervento di rivitalizzazione e rimessa in funzione mediante l’arte e la cultura di spazi pubblici inutilizzati o sottoutilizzati. In questa fase della ricerca il Dipartimento collaborerà con VELA S.P.A., principale Istituzione cittadina che si occupa (tra l’altro) della programmazione degli eventi, focalizzando l’attenzione sul caso Arsenale di Venezia.

Avevi delle aspettative differenti rispetto a quelle che stai vivendo?

Sinceramente trovo molto coerenti le aspettative iniziali con quanto sto effettivamente vivendo. L’ambiente MAC.l.a.b. è davvero molto stimolante, professori e ricercatori sono esperti e professionisti della materia e ricevo quotidianamente moltissimi spunti sia per approfondire la mia ricerca che per ampliare il mio bagaglio di conoscenze teoriche e pratiche.

Pensi che l’Italia si stia muovendo a favore dei ricercatori o siamo ancora molto distanti dagli Stati del Nord Europa?

Sicuramente le risorse messe in campo dagli Stati del Nord Europa in confronto a quelle investite dal nostro Paese non sono nemmeno paragonabili. L’arretratezza di impostazione sicuramente pesa su tutto il paese e sulle prospettive di carriera di tutto il sistema di ricerca italiano. E’ da dire, però, che le possibilità ci sono: la ricerca, ed in generale gli Atenei, sono soggetti favoriti nel rivestire un ruolo chiave nella progettazione regionale ed europea. Quando un Ateneo riesce a fare rete e sistema con le imprese ed istituzioni locali, presentando progetti che possono innovare ed intervenire con ricadute positive e valore aggiunto su un territorio, le risorse non tarderanno ad arrivare. E’ questo il caso del nostro Dipartimento che, tramite MAC.l.a.b., è stato in grado di mobilitare centinaia di migliaia di Euro provenienti dal Fondo Sociale Europeo e non solo.

Per leggere le interviste a Milano, prima parte: qui; seconda parte: qui.

A cura di Isotta Esposito

 

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