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Venezuela aereo scomparso, Vittorio Missoni: ultimi aggiornamenti

Aggiornamento delle ore 23
Tgcom24 ha intervistato un esperto di sicurezza del volo, il comandante Renzo Dentesano. Secondo il tecnico, analizzando il tracciato radar del bimotore scomparso è molto probabile che i piloti abbiano voluto far perdere le tracce dell’aereo. Potrebbe quindi trattarsi di un dirottamento e non di un incidente aereo. Secondo il tracciato radar disponibile il piccolo Norman Bn2 avrebbe fatto una virata e si sarebbe abbassato a pelo d’acqua, per poi sparire dagli schermi radar.

Per andare dove e soprattutto perché? Secondo altre ipotesi l’aereo potrebbe essere stato preda di narcotrafficanti, che spesso usano questi piccoli velivoli turistici per occultare i loro carichi di droga. Anche il fatto che l’aereo avesse imbarcato molto più carburante del necessario a raggiungere Los Roques ed avesse almeno 3 ore di autonomia avvalora l’ipotesi della complicità dei piloti nel dirottamento: con quell’autonomia avrebbe potuto raggiungere una qualsiasi pista nascosta nelle numerose isole dell’arcipelago caraibico o addirittura sulla costa della Colombia o di Trinidad.

Ancora nessuna traccia del piccolo bimotore Norman Bn2 che trasportava 4 italiani verso Los Roques, in Venezuela, e precipitato in mare due giorni fa. Le ricerche sono in corso da venerdì, dalle ore immediatamente successive alla scomparsa del velivolo ma per il momento non hanno dato alcun esito.

A bordo dell’aereo, ricordiamo, c’erano Vittorio Missoni e la moglie Maurizia Castiglioni, e una coppia di amici italiani, Elda Scalvenzi e Guido Foresti, oltre ai due piloti del velivolo, di nazionalità venezuelana. Il piccolo bimotore viaggiava sulla stessa “maledetta” rotta lungo la quale sono scomparsi altri due velivoli con a bordo 2 italiani nel 1997 e 8 connazionali nel 2008.

Los Roques Incidente Aereo Missoni

Mezzi navali, tra cui quelli della marina venezuelana, stanno perlustrando un ampio tratto di mare attorno all’arcipelago di Los Roques: oggi le ricerche si stanno spostando più a ovest rispetto al punto dell’ultima localizzazione dell’aereo, avvenuta quando ancora era in volo. Il tratto di mare da esplorare è molto ampio, 42 miglia circa di raggio entro il quale si trovano le isole, isolotti e scogli che costituiscono l’arcipelago venezuelano.

“Le correnti marine si spostano da est a ovest e nel caso in cui ci fosse qualche oggetto a galla è probabile che emerga proprio in quella direzione”, ha detto un portavoce venezuelano. I mezzi navali e aerei impiegati nelle ricerche sono oltre 80, tra cui motoscafi elicotteri con sistemi di sorveglianza avanzati, aerei.

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