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Ventotene, il carcere di Santo Stefano restituito a nuova vita: ecco cosa diventerà

Il carcere di Ventotene è pronto ad essere restituito alla grandezza di un tempo: la struttura penitenziaria dell’Isola di Santo Stefano verrà infatti trasformata in un luogo della memoria, un museo depositario tanto del sogno antifascista (ricordiamo che proprio qui fu incarcerato Sandro Pertini) quanto di quello europeista di Altiero Spinelli, politico e scrittore tra i padri fondatori dell’Europa, le cui ceneri riposano sull’isola.

Ieri Matteo Renzi, in visita a Ventotene, ha promesso 80 milioni di euro, cifra che permetterà di ristrutturare le celle, il cortile e la struttura esterna, combattendo la progressiva erosione del sole e del mare che ne hanno segnato lo stato di abbandono. Il premier, insieme al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, ha avanzato la proposta di trasformare il carcere in una struttura che possa accogliere studenti universitari per stage, con l’obiettivo ultimo di formare la classe dirigente dell’Unione Europea dei prossimi anni.

Il carcere di Santo Stefano, eretto nel 1795 come struttura borbonica, è stato uno dei primi edifici carcerari al mondo a rispettare nella sua architettura i principi del Panopticon, espressi dal filosofo e giurista Jeremy Bentham.

In apertura: foto del carcere – Image Credit: Gaúcho/Wikimedia Commons

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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