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Vescovo di Giza: corrono dei rischi case, scuole, monasteri e negozi gestiti dai cristiani

In Egitto, in questi giorni, sono circa una trentina le chiesi di vari credi religiosi: cattoliche, copte, ortodosse e protestanti ad andare in pezzi ed essere datein continuazione alle fiamme. E da Suez a Minya, da Sohag ad Assiut  corrono dei forti rischi case, scuole, negozi e monasteri gestiti dai cristiani. Port Said clashes trial

A parlare di questi dati è il vescovo di Giza, monsignor Antonious Aziz Mina che dà rilievo a quanto sta accadendo in Egitto e soprattutto all’ansia ed all’apprensione per la popolazione e per i cristiani residenti. Ha fatto presente come tutto il popolo sia unito tranne i Fratelli Musulmani che per più di un anno hanno governato mostrando solo il peggio di quello che potevano esprimere. Monsignor Mina, sempre da Radio Vaticana, ha comunicato che gli appartenenti al gruppo dei Fratelli Musulmani non sono più di 700 mila però, quando si scatenano nelle loro incursioni in  città e dintorni, sono sempre molto temibili.

È emerso che i “Fratelli”  sono legati ad organizzazioni terroristiche quali Al Qaeda ed Hamas.  Non hanno alcun interesse né per gli egiziani e né per il Paese ma la loro unica preoccupazione è per loro stessi. In questi giorni sono state bruciate decine di chiese cattoliche, protestanti ed ortodosse e questo è il modo per far entrare in conflitto i cristiani  sia con il governo che con l’esercito e poter così, attraverso questa escalation di violenza, seminare il disordine nel Paese.

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