in ,

Veterinario Asl favorevole a eutanasia randagi, è polemica

Paolo Madrucci, direttore del dipartimento prevenzione Asl 9 di Grosseto (Toscana), si è espresso in favore dell’eutanasia per i randagi catturati. La notizia arriva proprio qualche giorno dopo la vicenda del cane Zorro, il dogo argentino che qualche mese fa aveva quasi staccato un braccio al padrone dopo averlo aggredito all’improvviso. In quel frangente, il 6 dicembre scorso, proprio Madrucci, tramite ordinanza del Comune di Massa Marittima rappresentato dal sindaco Lidia Bai, si è distinto per una presa di posizione netta a favore della soppressione dell’animale perché ritenuto “non più recuperabile”. Fortunatamente le sorti di Zorro hanno preso un’altra piega, annullata la sua condanna a morte, è stato infatti trasferito dai proprietari in un centro idoneo di recupero a Follonica. Un ruolo decisivo – in questo cambio di rotta dell’amministrazione – è certamente da attribuirsi alla mobilitazione in favore dell’animale scatenata da una petizione su Change.org, che ha già raccolto 16mila firme e a cui sono seguite email e telefonate di protesta al Comune di Massa Marittima, come afferma Giacomo Bottinelli, responsabile Lav Grosseto.Michela Brambilla

L’associazione animalista si è infatti scagliata con parole molto dure circa le posizioni assunte dal medico veterinario Paolo Madrucci, cui si sono aggiunte le critiche delle senatrici del Pd Monica Cirinnà, Silvana Amati e Manuela Granaiola”Stupisce che il responsabile del dipartimento prevenzione dell’Asl 9 di Grosseto, dipendente pubblico profumatamente pagato con i soldi dei cittadini, suggerisce di adottare soluzioni che derogano ad una legge dello Stato, che per lui, veterinario pubblico, dovrebbe invece essere guida nel lavoro quotidiano. Sostenere che i cani randagi invece che essere ospitati nei canili andrebbero uccisi, come avviene negli Stati Uniti e in Inghilterra, è contro la legge italiana […] Chiederemo con un’interrogazione alla ministra Lorenzin se ritiene incompatibile la permanenza di questo signore nel suo ruolo istituzionale.

Radicale, in merito, la condanna di Michela Vittoria Brambilla, ex ministro e parlamentare di FI, nonché presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente: “Contro la piaga del randagismo, la soluzione non è ritornare al passato o ad un presente in stile romeno, ma far rispettare la legge 281 (che impone precisi obblighi a Comuni ed Asl), educare i proprietari al possesso responsabile e promuovere le adozioni. La “pena di morte” per qualcuno sarà anche comoda, ma è pura barbarie. Oltretutto di comprovata inutilità, visto che nei paesi dov’è praticata, spesso con metodi crudeli, il randagismo continua a prosperare.” Alla luce di simili vicende viene sempre da domandarsi perché si preferiscano simili metodi estremi ad una civile politica che preveda l’identificazione degli animali con microchip, la sterilizzazione, la promozione delle adozioni e la responsabilizzazione dei proprietari. Colpisce, inoltre, che questa proposta arrivi da un veterinario del servizio pubblico, deputato alla cura e tutela incondizionata degli animali indifesi e abbandonati, esseri viventi degni del rispetto umano. 

 

 

 

La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino: nomination ai Golden Globe e sugli schermi italiani a gennaio 2014

anticipazioni amici 13

Amici 13 anticipazioni puntata 14 dicembre: chi lascerà il talent di Maria De Filippi?