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Via agli smartphone pieghevoli: Samsung Galaxy Fold, le prime recensioni

Ciò che fino a un decennio fa sembrava un’utopia da film fantascientifico, quest’anno ha preso forma diventando realtà. I passi da gigante compiuti dalla tecnologia hanno permesso, nel campo dei dispositivi digitali, un’evoluzione costante, che ha portato di anno in anno a sviluppare nuovi strumenti dalle funzionalità avanzate e sofisticate.

Dispositivi pieghevoli

La novità tech del 2019 è senza ombra di dubbio l’avvento dello “smartphone pieghevole”: il primo modello è firmato Samsung, e il suo nome è Galaxy Fold.

A primo impatto, potrete pensare che si tratti di uno schermo in grado di piegarsi ripetutamente, quasi malleabile e in grado di accartocciarsi.

In realtà non siamo ancora a questo livello: stiamo parlando di un dispositivo composto da un doppio schermo, quasi come due smartphone attaccati lateralmente e posti uno sopra l’altro, con la peculiarità di essere in grado di “espandersi”, quasi aprirsi come un libricino unendo i due schermi in un unico grande display, che ha le dimensioni di un piccolo tablet.

Il tutto è possibile grazie alla nuova tecnologia dello schermo, composto da una particolare plastica in grado, appunto, di ripiegarsi, e dalla presenza della cosiddetta “cerniera”, ovvero la giuntura dei due schermi che permette il movimento di apertura e chiusura.

Samsung Galaxy Fold, presentazione e caratteristiche

Partiamo con l’unboxing dell’innovativo prodotto Samsung, analizzandolo in tutte le sue componenti. All’interno della scatola troveremo:

•             Una cover protettiva;

•             Il caricabatterie in dotazione;

•             Un paio di Galaxy Buds, gli auricolari in-ear Samsung senza fili, data l’assenza dell’entrata jack;

•             Un cavo USB 3.1 Type-C.

Il Galaxy Fold si presenta perciò con un display esterno da 4,6 pollici Full HD SuperAmoled 16:9 (1080×1920 pixel), da utilizzare per le azioni base di un telefono cellulare, ma una volta aperto lo schermo conta 7,3 pollici dAMOLED con una risoluzione di 2048×1536 pixel (densità pixel di 351 ppi), rivestito in Gorilla Glass 6.

Il dispositivo conta ben 6 fotocamere:

•             Il comparto principale, uguale a quello del Galaxy S10, con la super-guardangolare da 16 Mpx f2.2, una 12 Mpx f2.4 zoom 2x e una 12 Mpx f1.5/2.4 OIS;

•             La fotocamera anteriore interna da 10+8 Mpx;

•             La fotocamera anteriore esterna da 10 Mpx f2.2.

Continuando con le sue caratteristiche tecniche, l’hardware comprende:

•             Una memoria integrata da 512 GB e una RAM da 12 GB;

•             Una batteria da 4480 mAh integrata;

•             Processore Snapdragon 855;

•             GPU Adreno 640.

Per quanto riguarda il comparto software, anche qui troviamo l’eccellenza targata Samsung; il sistema operativo montato, infatti, è la One Ui, ovvero l’interfaccia grafica basata su Android 9 Pie, che risulta essere una sua personalizzazione.

Caratteristico della casa sud-coreana è la presenza di forme arrotondate, stilisticamente parlando, ma anche di un sistema in grado di essere completo, personalizzabile e interscambiabile in base ai propri gusti personali e le proprie esigenze. Esso permette di usare fino a tre app contemporaneamente, potenziando il concetto di multitasking cui eravamo abituati.

La batteria Dual-cell funziona a stretto contatto con il software, riuscendo a prevenire sovraccarichi e risparmiare energia, ottimizzando i consumi, mettendo per esempio in stand-by tutte le app non in uso.

Il Galaxy Fold possiede ovviamente il sensore di impronte digitali, così come il riconoscimento facciale attraverso lo scanner del viso; funzionalità associate allo sblocco dello smartphone delle quali si è parlato approfonditamente anche sul sito shoppingtecnologico.

Un nuovo concept: lo smartphone pieghevole

In generale, quello del Galaxy Fold è il tentativo di casa Samsung di creare un nuovo concept di dispostivi e un nuovo modo di intendere la telefonia mobile. L’intenzione dello smartphone pieghevole è di utilizzare le classiche funzioni base di un telefono cellulare con comodità e rapidità attraverso il display esterno, per poi aprire lo schermo da 7,3 pollici e godere dell’ampiezza e della capacità visiva di un tablet. Il tutto unitamente alla potenza hardware di un laptop di alta fascia con cui poter svolgere qualsiasi tipo di attività.

I classici smartphone cui siamo oramai abituati sono i cosiddetti “phablet”, ossia dei telefoni di dimensioni simili a un tablet, ma che svolgono interamente tutte le funzioni da cellulare e computer che conosciamo; gli smartphone pieghevoli presentano invece queste due singole realtà, una “esterna” e una “interna” (una volta aperti), potenziate e sviluppate nella loro interezza, senza scendere a compromessi.

Il Samsung Galaxy Fold sarà il primo di questa nuova specie di dispositivi ad approdare nel mercato, ma non l’unico a esser stato brevettato e presentato al pubblico. Anche altri marchi molto noti, come Huawei con il suo Mate X, simile per certi aspetti al modello Samsung, o anche LG, Apple o Motorola, con concept probabilmente leggermente diversi, si stanno muovendo in tale direzione, sviluppando la propria tecnologia e la propria idea di smartphone pieghevole.

In linea generale, per quanto riguarda i prezzi, parliamo di una cifra di 2000€ circa. La domanda che vi sorgerà spontanea è: vale davvero la pena sostituire il buon vecchio e collaudato smartphone con un modello simile?

Il livello di comodità e maneggevolezza, come sappiamo, è sempre molto soggettivo, dipende da preferenze individuali ed è anche spesso questione di abitudine. La sensazione è però che si voglia sfruttare la tecnologia pieghevole azzardando a creare modelli sofisticati ma poco efficienti.

Prendiamo l’esempio del Galaxy Fold: il colosso sud-coreano aveva affermato di aver testato l’apertura e chiusura dello smartphone per 200 mila volte con dei robot, mettendo alla prova la resistenza meccanica dello schermo e della cerniera, ottenendo ottimi risultati. Un dato rassicurante, ma in contrasto con alcune delle prime segnalazioni da parte di chi, prima del lancio ufficiale sul mercato, ha avuto modo di provarlo in anteprima.

Alcuni display hanno, infatti, mostrato dei cedimenti, rotture a livello della giuntura con la cerniera, tilt a metà schermo o addirittura una questione legata al vero e proprio pannello protettivo: esso, infatti, non è in vetro ma in plastica, formata appunto da polimeri in grado di essere piegati; alcuni primi utenti, nell’intento di togliere la pellicola protettiva superficiale, presente su tutti gli schermi dei nuovi dispositivi al momento dell’acquisto, hanno erroneamente rimosso il rivestimento stesso.

Le idee dunque non mancano di certo, ma è sempre bene cercare di acquistare dei prodotti ben garantiti e dall’efficienza certificata, certo obiettivo delle case costruttrici sopracitate.

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