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Viaggiare da sole in sicurezza, consigli: intervista a Dana e Elena, due viaggiatrici solitarie

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Dana ed Elena, le ideatrici del progetto “Viaggio da sola perché“, che nasce con lo scopo di condividere con quante più donne possibile la passione per i viaggi: il gruppo omonimo su Facebook conta già 1300 viaggiatrici, dalle più esperte alle più giovani e alle prime armi. Con l’intervista, ci siamo concentrate sul tema della sicurezza in viaggio, con particolare riferimento alla triste storia di Marina Menegazzo e Maria José Coni, le due ragazze argentine assassinate in Ecuador, durante il loro viaggio da sogno. 

1) Quali mete consigliereste alle donne che viaggiano in solitaria?

“Dipende dalle viaggiatrici, da ciò che cercano, dai loro gusti e personalità. Ci sono sicuramente mete più facili da affrontare, come alcune zone d’Europa o il Sud-Est asiatico, il Canada, ma non crediamo che altre aree di mondo siano inaffrontabili, dipende appunto dalla viaggiatrice. L’unica regola che si possa realmente applicare è “ascoltarsi ed ascoltare, essere consapevoli e ricettive”.

2) Per viaggiare in sicurezza, quali documenti non devono mai mancare quando si viaggia?

“Il passaporto, l’assicurazione sanitaria di viaggio (o il tesserino sanitario nel caso si sia in Europa), i recapiti telefonici dell’Ambasciata di riferimento, della polizia e della Croce Rossa (o relativa unità di soccorso). Consigliamo anche di avere sempre a disposizione delle fotocopie dei propri documenti perché, in caso di smarrimento o furto di questi; possono velocizzare le pratiche per averne di nuovi”.

3) È possibile viaggiare in modo sicuro in luoghi considerati “pericolosi”? Come?

“Che cosa si intende per “pericolosi”? Questa è la vera domanda.
Diciamo che, a seconda delle aree del mondo in cui si è, bisogna imparare a decifrare il codice locale, per esempio qual è il modo più consono per vestirsi, muoversi o comportarsi. E informarsi, informarsi per comprendere i luoghi”.

4) Con la domanda precedente, abbiamo introdotto una storia, quella di Marina Menegazzo e Maria José Coni, le due ragazze argentine assassinate in Ecuador. Da viaggiatrici solitarie, qual è la vostra opinione?

“Sono state sfortunate, hanno incontrato le persone sbagliate e questo può succedere sia a donne che a uomini, indifferentemente. Se è vero quello che hanno detto i due assassini, le due ragazze erano state derubate e, trovandosi in difficoltà, senza soldi e documenti, avevano chiesto loro aiuto. Sfruttando il momento e credendo di potersene approfittare, le hanno invitate a casa loro con la falsa promessa di un aiuto, lì hanno cercato di stuprarle e alla loro ribellione hanno risposto uccidendole. È possibile che le due ragazze fossero, per colpa della rapina, in stato di shock e che non abbiano avuto abbastanza lucidità per valutare correttamente le cattive intenzioni dei due uomini. Queste sono solo ipotesi. In ogni caso, nulla nel loro comportamento, o nel loro modo di vestire o nella decisione di viaggiare da sole, può dare il diritto a nessuno di giudicarle e colpevolizzarle. Abbiamo letto di tutto su questo terribile assassinio, tanta retorica e purtroppo c’è stata poca razionalizzazione. Marina Menegazzo e Maria José Coni sono diventate, loro malgrado, il simbolo di una lotta per la libertà, la libertà di vivere la vita che si desidera vivere, senza la paura che qualcuno un giorno si senta in diritto di togliercela sfruttando un nostro momento di debolezza. Questo vale per la violenza sulle donne come quella sui bambini, sugli uomini e su qualsiasi essere vivente in generale. Da ciò che è successo dovremmo imparare che le cose brutte accadono e che dovremmo lavorare molto insieme per migliorare il mondo in cui viviamo, smettendo di giudicare e cominciando a capire”.

5) Alle luce di quanto accaduto alle ragazze argentine assassinate in viaggio, in Ecuador, cosa consigliereste alle donne che viaggiano in solitaria come voi?

“Di non farsi condizionare da ciò che è avvenuto. Le cose brutte, purtroppo, capitano e capitano in tutti i campi: non smettiamo di guidare la macchina solo perché avvengono incidenti, ciò che possiamo fare è guidare in modo accorto e sensato, pur ricordando che la vita rimane imprevedibile. Intendiamo dire che, al di là del banale “cercate di non mettervi in situazioni di pericolo manifesto”, non crediamo ci sia molto altro da dire o consigliare.
Non esiste un vademecum per vivere sicure. L’unico consiglio che sentiamo di esprimere e che riguarda la vita in generale, non solo il viaggiare, è di essere il più ricettive possibili in modo da avere più possibilità di comprendere o avvertire quali possano essere delle situazioni o degli incontri da evitare. Non troviamo comunque che sia salutare vivere schiavi di paure. Essere consapevoli è un’altra cosa”.

Image credit: Masson/Shutterstock

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