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Viaggiare sicuri, dalla Turchia alla Francia: il turismo post terrorismo

Mentre la Turchia, la Francia e la Grecia sono i tre paesi che più di tutti risentono degli effetti del terrorismo anche a livello economico, ci sono due paesi che traggono vantaggio da una situazione delicata: l’attenzione dei viaggiatori si è spostato su Spagna e Italia. Gli attacchi di matrice terroristica, le crisi interne e quelle internazionali, infatti, hanno costretto molti tour operator a riorganizzare l’assetto del turismo. Oggi, con l’attentato di Parigi seguito dalla strage di Nizza e con il tentato colpo di stato in Turchia, la situazione è drammaticamente cambiata. L’Italia e la Spagna sono i paesi che attraggono i viaggiatori e i turisti che desiderano visitare l’Europa, a discapito dei vicini di casa.

Allo stato attuale, la TurchiaTunisia e Maghreb possono considerarsi fuori dallo scenario turistico che invece comprende Italia, Spagna e, poco per volta, sta nuovamente inglobando la Grecia, con le sue bellezze storiche e naturali. Il repentino cambio di rotta dipende dal fatto che i viaggiatori percepiscano determinati paesi più sicuri di altri dove, al contrario, l’allarme terrorismo condiziona le vite delle persone, anche i residenti. “Aumentano del 30-35% le richieste su Spagna, Canarie, Baleari e anche sull’Italia, percepite come più sicure” spiega il presidente di Assoviaggi-Confesercenti, che chiarisce la situazione: “La Turchia già da un anno non è più una meta programmata dai nostri associati, se non come tappa di transito verso le rotte asiatiche o l’Oceano indiano. Anche il Nord Africa è ormai un mercato chiuso. La Grecia è abbastanza stabile rispetto al 2015, con segnali di crisi in qualche isola”.

Tuttavia, il giro del mondo rimane sempre un sogno che i viaggiatori sono disposti a realizzare, a prescindere dal terrorismo, dalla Brexit e da tutte le crisi nazionali o internazionali: “I biglietti sono flessibili, gli itinerari modulabili. Le mete sono Thailandia, Australia, Giappone” – spiega Matteo Pennacchi, fondatore di ‘Around The World Tours’ – “si viaggia con altre motivazioni: c’è il manager che fa il ‘carrier break’, il neo laureato, chi va a fare l’esperienza nei kibbutz. L’Italia? Qualche settimana fa era al quinto posto nell’incoming, sono convinto che tornerà nella top 3″.

Image credit: vait_mcright/Pixabay – Tramonto in Turchia

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