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Vicenza, patrimonio dell’umanità ancora per poco: l’eco mostro mette a rischio l’iscrizione nel patrimonio Unesco

Le bellezze italiane sono rinomate in tutto il mondo tanto che è un dei Paesi in cui si conta il maggior numero di città e luoghi iscritti nell’elenco del patrimonio dell’umanità: tra questi c’è anche Vicenza che, però, rischia molto grosso. Sembra infatti che, ospitando tutt’ora il primo eco-mostro costruito in Europa, la sua sorte sarà quella di essere espulso dai siti Unesco.

La World Heritage List sta mettendo in discussione Vicenza, città veneta conosciuta per i capolavori palladiani ma anche – e purtroppo – per essere il luogo dove è nato il primo eco-mostro europeo: è proprio la mancata demolizione di quest’ultimo e la conseguente violazione dei vincoli ambientali e di sicurezza che, nel corso del mese appena iniziato, metterà in discussione la presenza di Vicenza tra i siti patrimonio dell’Unesco. Sembrano infatti non bastare i ventitré monumenti palladiani del centro storico e le tre ville site al di fuori dell’antica cinta muraria a contrastare i rigidi parametri dell’Unesco anche se, forse, l’unica speranza della città potrebbe celarsi nel recupero del prestigioso anfiteatro Berico.

“La nostra associazione chiede l’aiuto di tutti i membri del World Club Unesco, volontari compresi. Abbiamo bisogno di accelerare il recupero e l’apertura al pubblico mondiale dell’antichissimo Anfiteatro Marittimo Berico, uno dei 10 più importanti teatri esistenti al mondo” – dichiarano dall’associazione culturale Ideapolis che ha in gestione l’anfiteatro ma che si trova in serie difficoltà “Ci auguriamo che questa iniziativa possa generare il rallentamento della decisione disposta dall’amministrazione dell’Unesco di espellere definitivamente Vicenza dal turismo di qualità”.

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