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Vicenza, scuote con forza il figlio di 5 mesi provocando il coma: «Piangeva troppo»

Scuote il figlio perché piange troppo: arriva da Vicenza la storia del piccolo di soli 5 mesi che lotta tra la vita e la morte a causa di lesioni aggravate procurate dalla mamma. La donna, ora accusata, ha scosso il figlioletto perché piangeva troppo. È successo poco prima delle 6 del mattino di sabato 21 dicembre 2019. La mamma, una 29enne di Vicenza residente a Mestrino, stremata dai singhiozzi del piccolo, gli avrebbe dato uno scossone troppo forte, dopo un’intera notte in cui il bambino – dolorante per via di un dentino – aveva pianto disperatamente.

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Vicenza, scuote il figlio di 5 mesi perché piange: corsa disperata al pronto soccorso

Da lì la corsa disperata del papà verso il pronto soccorso per tentare di salvare il piccolo. L’uomo, 37enne, ha subito caricato il figlioletto in macchina precipitandosi all’ospedale dove la situazione è apparsa gravissima. Intuito che non si trattasse di un malore, i medici hanno dunque chiamato i carabinieri. Secondo una prima ricostruzione, il piccolo sarebbe stato scosso con forza, in un’azione nota come “baby shaking”, pericolosissima per i neonati. «Presto, nostro figlio non respira», le urla del padre nel pronto soccorso hanno subito allertato i medici, che hanno però capito non si trattasse di una crisi respiratoria. La chiamata al 112 è stata la logica conseguenza.

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«Forse l’ho cullato con forza», la confessione della madre

«Forse l’ho cullato con forza», ha riferito dunque la mamma ai carabinieri. Il bambino versa ora in condizioni disperate nel reparto di Terapia Intensiva neonatale, mentre la mamma è stata iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di lesioni aggravate ai danni del figlio. Nei prossimi giorni la pubblica accusa nominerà i medici legali De Caro e Porzionato dell’Università di Padova, quali consulenti tecnici: dovranno valutare tutti i danni fisici subiti dal piccolo e come questi siano stati provocati. Il neonato riportava lividi sul torace e sulla schiena riconducibili alla pressione dei polpastrelli di un adulto. Al momento, l’episodio di sabato mattina rimarrebbe l’unico, ma starà agli investigatori far luce sulla vicenda.

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