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Vicenza, sfida tra medici su Whatsapp per chi provocava più dolore

Una sfida tra medici a chi provocava più dolore, è quanto successo tra gli operatori sanitari dell’ospedale di Vicenza: una notizia che, oltre a far gelare il sangue, ha provocato una reazione molto dura anche nel Presidente della Regione Veneto Luca Zaia che annuncia una “Linea dura” per contrastare questi comportamenti.

La sanità italiana è ancora sotto accusa a causa di una vicenda ai limiti dell’inverosimile accaduta a Vicenza: protagonista un gruppo composto da medici e infermieri che su Whatsapp, la celebre app di messaggistica istantanea, hanno aperto un gruppo dal nome “Gli Amici di Maria”. Sin qui nulla di strano se non fosse che il contenuto della chat era una vera e propria sfida con regole ben precise: il vincitore? Colui che aveva provocato più dolore ad un paziente. Ebbene sì, la gara stava nell’infilare il maggio numero di cannule ai pazienti giunti al pronto soccorso dell’ospedale di Vicenza o a mostrare arti mozzati da incidenti, ecc… Una sfida raccapricciante a chi si scontrava con il dolore più forte: “Si trattava solo di uno scherzo, non abbiamo mai fatto quelle cose” ha dichiarato uno degli infermieri coinvolti al Corriere del Veneto.

Fosse solo per goliardia o per effettiva noncuranza di fronte al dolore dei malcapitati pazienti, appena tutto ciò è arrivato alle orecchie del primario Vincenzo Riboni è scattata la denuncia: purtroppo gli elementi non sono stati sufficienti per provare gli atti dei medici e infermieri che, comunque, hanno ricevuto sanzioni e richiami disciplinari. “È stato solo un gioco e per fortuna tale è sempre rimasto. Nessuno ha fatto nulla di sbagliato e la salute e il benessere dei pazienti non sono mai stati compromessi. Rimane un giudizio eticamente negativo di quanto è stato fatto, dal momento che simili gare non andrebbero né pensate né tanto meno messe per iscritto” ha spiegato al Corriere della Sera il primario del pronto soccorso. Ferma e molto dura anche la reazione del Presidente della Regione Veneto che ha dichiarato “Ho allertato l’avvocato regionale chiedendo che venga inoltrata una mia segnalazione alla procura assieme a tutti gli atti acquisiti. Solo la procura potrà chiarire fino in fondo i lati oscuri di questa vicenda. Qualora ci fossero responsabilità accertate le punizioni dovranno essere esemplari. Per me non finisce qui. In mattinata manderò personalmente il fascicolo in procura. Su una storia come questa, qualora accertata, non ci possono essere se o ma o sconti per nessuno”.

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