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Video Di Maio-Grillo, Gianluigi Paragone: «E’ benaltrismo, pensare al domani perché non sappiamo fare le cose oggi»

«E’ il video del benaltrismo, del pensare al domani perché non sappiamo fare le cose oggi. In attesa del mondo perfetto, riusciamo a fare le cose palla a terra?». A parlare, dopo il video messaggio Di Maio-Grillo, è Gianluigi Paragone, senatore M5S la cui posizione critica verso la dirigenza del Movimento è sempre più netta. Paragone è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus parlando, tra l’altro, anche del crollo del viadotto sulla Autostrada A6 e della vicenda Mes.

gianluigi paragone

Gianluigi Paragone sul video Di-Maio-Grillo

«E’ il video del benaltrismo, del pensare al domani perché non sappiamo fare le cose oggi – incalza Paragone – In attesa del mondo perfetto, riusciamo a fare le cose palla a terra? Riusciamo a mettere a tema il fatto che le case pignorate perdono la metà del valore e i proprietari rimangono sempre impiccati al loro debito? Grillo ha fatto questo video bellissimo, a parte la stronzata del dateci un voto come si dà un euro… vuol dire che ormai hai perso la bussola. Perché non ci occupiamo delle aste fallimentari? Ho detto a Bonafede: sei bravissimo, ti stimo, ti prego metti la testa nei tribunali fallimentari. Lì ci sono i condor che si avventano sulle vittime. Questa è un’urgenza, fanno tanti decreti ad minchiam, facessero anche questo. Il Parlamento non conta nulla, è ingolfato e bypassato, passa tutto dal governo».

Sul crollo del viadotto sull’A6

Gianluigi Paragone ha detto la sua anche sulla questione della revoca delle concessioni ad Autostrade, nel giorno in cui sulla A6 Torino-Savona un altro viadotto è venuto giù come se fosse di cartapesta. «Bene che Di Maio dica quelle cose sulla revoca delle concessioni, ma al momento sono solo belle parole perché abbiamo la famiglia Benetton che propone il taglio del 5% dei pedaggi all’anno e il governo che balbetta qualcosa. In questi giorni si torna a parlare di scudo per Mittal e mentre i ponti crollano, il Mose diventa oggi quello che sarà domani il Tav cioè la dimostrazione di come le grandi opere non servano se non a ungere qua e là, ci sono imprenditori che aspettano crediti dalla pubblica amministrazione. Abbiamo una macchina pubblica che potrebbe essere all’altezza delle sfide, ma una classe dirigente che non lo è. Questo decreto per pagare i crediti alle imprese non viene fatto. Le responsabilità? Dal premier a tutto il Mef, in cui ci sono quelli del Pd ma anche i nostri, come la Castelli».

gianluigi paragone su revoca concessione autostrade

Gianluigi Paragone sul Mes

Paragone infine ha parlato del Meccanismo Europeo di Stabilità, altrimenti noto come Mes, una specie di fondo monetario europeo. «Voglio vedere cosa farà il governo. Il Mes – ha detto il senatore pentastellato – è fatto appositamente sull’Italia, perché hanno paura del nostro debito pubblico. Ma siccome tu mi hai fatto entrare in Europa con questo debito pubblico, non mi chiedere di ristrutturarlo quando tutti i Paesi sono in crisi. Adesso tutti diranno che il Mes non è pericoloso perché gli italiani stanno iniziando a capire, ed è partita la controinformazione. I membri del Mes godono di una immunità totale, che non ha neanche il capo della Bce. E’ normale che Gentiloni dica basta polemiche perché danneggiamo i mercati? E’ la conferma che l’UE col popolo e con la politica non c’entra nulla».

«Siccome il Parlamento può decidere se porre il veto o no, io non lo voterò mai, non vado a rovinare la vita degli italiani e non voglio lasciare solo a Salvini la bandiera di una lotta di buon senso. Nel programma del M5S c’erano scritte cose diverse da quelle che sento dire a Conte. Se loro hanno cambiato idea chi è fuori dal M5S sono tutti gli altri. Se sono diventati europeisti me lo devono dire e mi devono sbattere fuori. Noi abbiamo preso i voti su quel programma elettorale, se hanno cambiato idea devono andare in piazza a dire che sono europeisti, che vogliono il Mes e a quel punto si prenderanno i vaffanculo della gente, qualche vaffanculo ci tornerà indietro».

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