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Video a luci rosse, i maggiori consumatori sono anche i più religiosi

‘Il mercato a luci rosse non conosce crisi’ è ancora da considerarsi un’affermazione valida al giorno d’oggi? I dati rilasciati da Google Trends ci confermano che i siti vietati ai minori di diciotto anni sono ancora molto frequentati dagli internauti e, per questo motivo degni di un’analisi più approfondita.

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La verità è emersa grazie a uno studio condotto da un team di ricercatori che ha deciso di esaminare gli argomenti ‘caldi’ ricercati dal mondo del web sui portali a luci rosse. Quello che è emerso è davvero interessante: “Poche ricerche hanno cercato di capire se un contesto religioso più ampio possa influenzare il consumo”, spiega il gruppo di studiosi.

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Secondo il team di progetto, in passato si è cercato d’indagare semplicemente sulle caratteristiche religiose personali e il consumo di pornografia, oggi, invece, si vuole fare un ulteriore passo in avanti e scoprire se c’è una correlazione tra condizione religiosa e consumo di materiale a luci rosse. Lo studio ha confermato che questo legame esiste realmente. Dunque, al contrario dei classici luoghi comuni, è proprio in comunità con un più alto tasso di ‘religiosità’ dove si consuma un maggior numero di video e immagini ad alto tasso erotico. Se siete tra questi peccatori non preoccupatevi, esiste un peccato che Dio non possa perdonare?

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