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Vietato l’ingresso ai bambini, le strutture “no kids” spopolano

Se per alcuni avere dei bambini è la cosa più bella della vita, per tanti altri il solo avere dei piccolini intorno può rappresentare un vero incubo. E’ proprio per soddisfare le esigenze di questi ultimi che nasce il “no kids”, il nuovo divieto di accesso ai bambini in hotel e ristoranti. L’ultima moda della vacanza no kids nasce negli Stati Uniti e ha già conquistato l’Europa, Italia compresa, dove è sempre più frequente il ricorso a questo divieto per allietare vacanze e serate ai childrenfree.

Pianti a squarciagola, bambini che scorazzano in giro o capricci dal tavolo vicino sono quindi bambini. Il nuovo divieto “no kids” è imposto non soltanto ai neonati ma anche ai bambini fino ai 12 anni, proprio per evitare qualsiasi fonte di fastidio. Nonostante la scelta di apporre un “no kids” sulla porta di ingresso sia discutibile, pare che l’idea funzioni: infatti sono sempre più numerose le strutture che bandiscono i bambini e di fatto aumentano le proprie prenotazioni.

Vietare l’accesso ai bambini non è però nei limiti della legalità. Barbara Casillo, direttore di Confindustria Alberghi, ha infatti spiegato che la legge proibisce di vietare l’ingresso ai bambini, poiché l’unica situazione che legittima un albergatore a respingere un cliente è quella in cui il cliente non ha con sé un documento di identità.

 

Written by Rosaria Cucinella

Nata nella ridente Sicilia, 21 anni e tanta passione per la scrittura ed il giornalismo online. Amo la cucina, la primavera, i red carpet della gente famosa e i film d'azione. Mi piace la moda ma paradossalmente non amo seguirla: la lunaticità comanda anche il mio stile...

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